Opinioni

Parente che viene ricetta che fai

Gemma organizza un Natale che richiede una capacità di calendarizzazione che dovrebbe essere oggetto almeno di un corso di formazione
Un pranzo di Natale
Un pranzo di Natale
AA

Gemma organizza un Natale che richiede una capacità di calendarizzazione che dovrebbe essere oggetto almeno di un corso di formazione. Provo a semplificare, ma so che dove non arriverà l’esposizione interverrà l’intuito di tutti voi che avete una famiglia estesa.

Si tratta di gestire la cena della Vigilia, il pranzo di Natale e il pranzo di Santo Stefano ospitando o essendo ospite di genitori, suoceri e consuoceri, spartendosi cognati, figli e nipoti. Ogni anno, gli ingranaggi che portano al calendario definitivo si mettono in moto a novembre e smuovono le fila della sottotrama della pianificazione dei piatti da servire o con cui contribuire al menu altrui. In virtù dell’esperienza pluridecennale, Gemma ha una rubrica di ricette natalizie di bassa, media e alta difficoltà. Questo potrebbe sembrare normale o addirittura familiare. Il livello avanzato consiste che ogni ricetta è abbinata a un certo numero di nomi.

Arriva, finalmente, l’aspetto innovativo: ai parenti più difficili da gestire sono abbinate le preparazioni più complesse a appetitose, ai familiari con il più alto quoziente di affinità (e, ammettiamolo, simpatia) sono abbinati i piatti più semplici.

Gemma lo spiega semplice: quando sei a tavola con qualcuno che non ti piace, puoi almeno parlare del cibo e confortarti con qualcosa di buono. La tua parte l’hai fatta e sei a posto con la coscienza e con le apparenze. Quando sei a tavola con commensali con cui stai bene, che ti sono simpatici e che vedresti volentieri più spesso, il cibo passa in secondo piano perché lo condisci con il piacere della convivialità.

E nessuno si è mai accorto di questa disparità di trattamento? Gemma garantisce di no, anche perché le persone con cui hai meno feeling sono anche quelle che avrebbero meno da ridire. A me l’idea è piaciuta. Francamente, i pranzi delle feste possono fare più vittime di una riunione su Zoom che poteva essere un’email, quindi perché non gestirle con un minimo di autotutela?

Scegliete i commensali con la stessa cura con cui preparate il menu. Potrebbe fare del bene a tutti. Per portarmi avanti, io ho chiesto a Gemma di girarmi qualche spunto gastronomico.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.