Ottant’anni dalla più importante cesura della storia moderna e contemporanea. Quella Seconda Guerra Mondiale che fece – le stime sono inevitabilmente incerte e approssimative – tra i 70 e gli 80 milioni di morti; che devastò territori e infrastrutture; che abbatté sistemi politici e stati; che fu accompagnata dall’orrore della Shoah; che si concluse con l’utilizzo, prima e unica volta, delle armi atomiche. E che determinò una ridefinizione del sistema internazionale e della struttura della sua governance.
Nazioni Unite, Banca Mondiale, Fondo Monetario uscirono da quella cesura. Con l’obiettivo di governare appunto un ordine internazionale che, se lasciato a sé stesso o alle crude e anarchiche logiche della politica di potenza, rischiava di riprodurre le immani tragedie della prima metà del secolo.




