Opinioni

Essere morti senza saperlo ed essere vivi a sorpresa

Come ogni domenica Gianlu si sveglia e inizia la sua giornata. Ma quella mattina, però, succede un fatto strano: riceve una chiamata che lo sorprende

Annalisa Strada

Commentatrice

Un ragazzo al telefono - © www.giornaledibrescia.it
Un ragazzo al telefono - © www.giornaledibrescia.it

Gianlu si è svegliato una domenica mattina che sembrava una domenica qualsiasi. Ha fatto tutto quello che fa di solito: colazione, vestizione, scelta dell’audiolibro. E, come tutte le domeniche, capisce se riesce o meno ad andare a prendere il caffè al bar con due amici storici. Quella mattina però no, non va: ha un appuntamento a pranzo fuori e i tempi non si conciliano. Siccome la salute non è il suo punto forte, sta facendo il giro delle misurazioni rituali quando gli squilla il telefono. È un caro amico, che ha la voce un po’ incerta. «Stai bene?» gli chiede e anche il tono è titubante. «Il solito, perché». E dall’altro capo del filo la risposta arriva insieme a un sospiro di sollievo: «Perché mi hanno detto che eri morto!»

In effetti, la notizia sta circolando. Dall’altra stanza arriva pure la moglie: «Su un gruppo WhatsApp si dispiacciono per il tuo trapasso…». Arriva un’altra chiamata «È successo qualcosa? Serve aiuto?». Per una mezz’oretta, è tutta una rincorsa alla conferma e un inseguimento della smentita. Si racconta che, nella storia, sia più volte accaduto che qualcuno tramasse nell’ombra per darsi per morto e assistere alle proprie esequie con lo scopo di contare i presenti, inventariare gli assenti, misurare le lacrime e ascoltare le proprie lodi intessute con quel vigore e quella convinzione che si iniettano entusiasticamente negli addii. Se non ricordate nemmeno uno dei numerosi fatti reali, potete leggere quel che Mark Twain mise in una sequenza di Tom Sawyer.

Gianlu non intende fare niente del genere, ma una misura la ottiene comunque: è bello sapere che in parecchi si preoccupino e vogliano sincerarsi delle sue condizioni reali. Più fastidioso pensare a chi ha messo in giro la notizia. Sarebbe bello sapere che cosa passa nella mente dei bontemponi che si alzano al mattino, escono di casa e alitano una menzogna come una flatulenza su semi di tarassaco. Ci credono veramente? Sono vittime di una momentanea allucinazione? Esprimono un desiderio in forma di asserzione? Hanno subito un clamoroso furto di coscienza? Fraintendono e quindi sono vittime della cattiva comunicazione di altri o sono cattivi comunicatori senza averne contezza? Non è dato sapere, ed è un peccato. Perché sarebbe veramente interessante conoscere come funzionano certi meccanismi, che vanno anche ben oltre la finta morte di qualcuno.

Torniamo però a Gianlu, che sta facendo i conti con un dubbio: che sia meglio prenderla per una carognata gratuita o riderci sopra? Vince la seconda ipotesi. Parte però dal presupposto che ogni frantumazione di pazienza, per essere sopportabile, deve essere trasformata in opportunità. Quindi se la prende comoda: chiama il giro più stretto e poi arriva fino agli anfratti della propria rubrica per raccontare il fatto e ricamarci sopra una risata. A pranzo, propone un brindisi. E tra i denti gli scappa un «vi seppellirò tutti». Ma è il suo modo scherzare. Ecco, se domani vi capita di svegliarvi e di essere vivi a dispetto di tutto e di tutti, sorridete a voi stessi e ridete di tutto ciò che potete. In fondo, continuare a essere vivi è una bella sorpresa.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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