Gli analisti concordano e anche i leader politici lo riconoscono apertamente: le elezioni amministrative in programma tra questo fine settimana e il 22 marzo decideranno i sindaci di tutti i 35mila comuni della Francia avranno un peso tutt’altro che locale. Salvo scioglimento anticipato dell’Assemblea nazionale, si tratta dell’ultima chiamata alle urne prima delle Presidenziali 2027. L’occasione perfetta, quindi, per testare strategie e pesare i rapporti di forza in vista della corsa per l’Eliseo.
Certo, le condizioni di partenza non sono le stesse: a livello locale, i partiti eredi del bipolarismo tradizionale – Socialisti e Républicains – godono di un radicamento e uno stato di salute molto migliori di quanto mostrino i dati nazionali. Per i primi, la sfida è restare in sella a Parigi e Marsiglia, prima e seconda città del Paese. Una duplice vittoria rafforzerebbe la leadership del segretario Olivier Faure, ultimamente contestata da più parti, e gli permetterebbe di affermare il successo della linea scelta per le amministrative e proposta anche per le presidenziali dell’anno prossimo: alleanza a sinistra sì, ma senza La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon, considerato troppo radicale.




