Opinioni

Misoginia e disinformazione, ecco il lato oscuro del web

Una dimensione antropologica di «guerra fra i sessi» e di mancata comprensione e accettazione maschile del mutamento nella direzione della parità, che renderebbe urgente intervenire
Chiude il sito sessista, denunce da tutta Italia - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Chiude il sito sessista, denunce da tutta Italia - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Erano lì, nascosti ma non troppo. E assai meschinamente (e massicciamente) frequentati. Dopo che Meta, contattata dalla Polizia postale italiana, ha disposto la chiusura della pagina Facebook intitolata «Mia moglie» (nel frattempo trasmigrata su altra piattaforma), in queste ore imperversano altri due casi riprovevoli, quelli dei forum sessisti «Phica.eu» e «Comeup», denunciati da alcune donne politiche che hanno ritrovato loro immagini, spesso artefatte e manipolate, commentate dagli utenti con frasi squallidissime che evidenziano – come dichiarato ieri dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza – una sottocultura della «banalità dello stupro».

Questa bruttissima onda, che sale, apre squarci di vario genere su taluni settori maschili di questo nostro Paese (ma le considerazioni hanno una valenza che va al di là dei «patri confini»). E suggerisce diverse piste di lettura, tra le quali sicuramente c’è quella della diffusione di comportamenti sessuali devianti in ambiti tutt’altro che marginali della società e, soprattutto, l’incapacità di questi «machi» da social di confrontarsi con l’emancipazione femminile sempre più cresciuta di intensità e forza nel corso degli ultimi anni.

Educazione

Una dimensione antropologica di «guerra fra i sessi» e di mancata comprensione e accettazione maschile del mutamento nella direzione della parità – anche se in qualche altro caso a essere vittime possono essere anche gli uomini –, che renderebbe urgente intervenire. Non soltanto nella doverosa chiave repressiva di chi mette in atto comportamenti inaccettabili (come quelli di cui stiamo parlando), ma anche e soprattutto culturale. Se è vero che ad amare non si insegna, a rispettare gli altri (e, nella fattispecie, innanzitutto le altre) invece sì.

Educazione e diseducazione sessuale

Come pure la trasmissione di esperienze e conoscenze e il confronto risulterebbero utilissimi in materia, e potrebbero certamente svolgere una funzione preventiva, se non direttamente dissuasiva, nei confronti della piaga dei femminicidi. Il lato oscuro del web è diventato un’immensa aula per la propagazione di una pedagogia negativa e a rovescio, alquanto difficile – purtroppo – da contrastare, ma proprio per questo mettere in campo e dispiegare nelle scuole un’adeguata educazione affettiva per le giovani generazioni svolgerebbe una funzione meritoria.

Affidandola a specialisti, ragionandone in modo plurale, e sottraendola alla polemica politica: difficile a farsi, certamente, ma l’alternativa è l’antieducazione sessuale di massa dei nostri ragazzi che passa tristemente per la pornografia online. E qui sta un altro nodo, giustappunto, decisivo: l’estensione e la potenza di fuoco della rete. A ben pensarci, questi episodi di siti sessisti bellamente scappati al controllo delle piattaforme, che hanno interesse esclusivamente alla moltiplicazione del traffico, anche sotto questa forma indegna, rientrano nel problema più generale dei «contenuti marci» vieppiù dilaganti su Internet.

Dark side digitale

La disinformazione, categoria vastissima, ne è una gigantesca manifestazione: mentre in Italia discutiamo della pornografia violenta applicata alla vicina di casa e del corpo artatamente sessualizzato delle politiche, molto lontano da noi, in Groenlandia, si prende posizione contro la campagna social dei sobillatori secessionisti anti-Danimarca. I servizi di intelligence di Copenaghen ci hanno visto la longa manus degli Usa, e non per nulla il presidente Trump inneggia alla cosiddetta «libertà di espressione», la stessa invocata dagli squallidi guardoni e cialtroni dei siti sessisti. Insomma, pur nella differente magnitudo delle questioni, tout se tient nel dark side digitale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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