Fulvia ha la reputazione di un’organizzatrice meticolosa. In effetti, ai primi di agosto ha realizzato il sogno della vacanza perfetta. L’idea era quella di una capatina veloce in una località piccola, con lo scopo di vedere un luogo particolare e mangiare una specialità gastronomica irreperibile. Spesa ottimizzata, distanza ragionevole e massimo rendimento: questi tre fattori convincono Michela ad andare con Fulvia. Con un’infallibile pianificatrice, che cosa vuoi che succeda?
Succede che l’auto ha un guasto e restano ferme a metà di una strada secondaria a mezza via. Il carro attrezzi le recapita alla più vicina officina e le lascia lì. Per chi ama programmare, il peggior nemico è l’imprevisto. Se hai tre giorni di ferie e il primo lo trascorri su un nastro d’asfalto rovente, la situazione non sembra per niente promettente.
Trovano il modo di arrivare a una stazione ferroviaria e lì Michela capisce che Fulvia la sta prendendo troppo male: si sente in colpa per il guasto, è in affanno nel cercare una soluzione che le porti rapidamente a destinazione.
Che cosa fare quando tutto frana? Secondo Michela, la risposta giusta è mandare all’aria anche i residui dei vecchi progetti. Comprano due biglietti per il primo treno che passa e finiscono in una città che non avrebbero mai pensato di visitare. Usano il più prevedibile dei motori di ricerca per capire che cosa si possa visitare e prenotano sostanzialmente a caso un posto per dormire. Per trovare un posto dove mangiare chiedono consigli alla barista.
Passano la prima serata a cantare a squarciagola al concerto di una tribute band che, se avessero scelto a tavolino, non avrebbero mai considerato. Ammirano un centro storico che non ha nulla da invidiare alla loro meta originaria e per la seconda serata si trovano a una tavolata in un parco.
Il terzo giorno tornano alla stazione da cui sono partite e si sentono come quando, trent’anni fa, essere in vacanza faceva perdere il senso del tempo e dello spazio. Va bene, devono prolungare la vacanza di un giorno perché bisogna aspettare la riparazione. Va bene, è stato un po’ meno economico di come lo pensavano. Ma quando mai avrebbero avuto il coraggio di partire senza avere la più pallida idea di ciò che sarebbe accaduto, senza aspettative e pronte a qualsiasi sorpresa? La vacanza perfetta è quella impossibile da organizzare.



