Opinioni

Chi tace non sa quel che si perde

A volte anche non accontentarsi è utile: lo dimostra una vicenda del 1853, da cui nacquero le patatine che mangiamo ancora oggi

Annalisa Strada

Commentatrice

Una porzione di patatine fritte
Una porzione di patatine fritte

Lamentarsi è utile? Spesso sì. Se c’è qualcosa che non va, non c’è motivo per stare zitti. A volte, anche non accontentarsi è utile. Per esempio nel 1853, in un ristorante dello Stato di New York, un cliente respinse la propria porzione di patate fritte perché erano troppo spesse e unte.

Fate un salto su un social network qualsiasi e scorrete i reel: vi sorprenderete di quanti microfilmati vengono girati in cucina e dentro questo mastodontico numero quale quota occupano quelli che raccontano la reazione del personale alle richieste dei clienti. Forse anche senza questa immersione in rete potete immaginare con quale animo sereno venne accolto quel reclamo di centosettantatré anni fa.

Lo chef, preso dalla rabbia, fece una patata a sfoglie sottilissime e la tuffò nell’olio bollente fino a che furono dure come lamelle. Le scolò, le asciugò e – convinto di fare un dispetto – le cosparse di sale. Piacquero tantissimo. Anzi, fioccarono le richieste.

Nel giro di poco tempo, quello che era nato come un gesto di stizza attraversò tavoli, città e Stati. La voce corse veloce quanto le forchette e trasformò un capriccio culinario in una moda destinata a durare. Il cuoco si chiamava George Crum e fece di quelle particolari patatine fritte il proprio marchio distintivo, non facendole mai mancare nei locali che aprì in seguito.

Non brevettò la ricetta, ma avete certamente capito che quella maniera particolare di friggere ha portato a quelle che oggi chiamiamo semplicemente «patatine» e troviamo un po’ ovunque in sacchetto. Ecco, se quell’avventore non avesse protestato, lagnandosi un po’ più del dovuto, oggi avremmo una ghiottoneria in meno.

Chi fosse invece il lamentone non lo sappiamo, non almeno con certezza. Ad ogni modo, voi lamentatevi e fatelo sempre: con le dovute maniere, ma non lasciate cadere.

Chissà mai che stiate contribuendo a qualcosa per cui vi saranno grate le generazioni future. Ricordate anche, se ricevete lagnanze che ritenete infondate, di reagire con tutta la creatività di cui siete capaci: chissà mai che possiate essere ricordati nei decenni a venire per la vostra riuscitissima stizza.

Insomma, vivetevela di slancio la giornata perché con le mezze misure non sempre si arriva lontani o non è detto che ci si arrivi soddisfatti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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