Per capire cosa stia succedendo nel centrodestra – alla prese con compromessi non ancora trovati sulla manovra di bilancio – bisogna sempre tener presente che tra meno di un mese si voterà in tre regioni importanti: una, il Veneto, che è una culla del leghismo; e un’altra, la Campania, che le diatribe nel centrosinistra rendono contendibile. Poi c’è la Puglia che è sì importante ma dove la maggioranza si considera fuori gioco e non presta troppa attenzione.
E allora questo serve per capire come mai in queste settimane Matteo Salvini sia così esagitato e cerchi ogni occasione per spararle sempre più grosse («Ad ogni nuova lamentela delle banche, aggiungiamo un miliardo in più di prelievo» - «la tassazione sugli affitti brevi è entrata per distrazione») provocando irritazione nella presidente del Consiglio Giorgia Meloni, polemiche acidissime con Forza Italia e Antonio Tajani, e persino risposte piccate da parte del ministro leghista dell’Economia: «Io non sono mai distratto quando tratto i soldi dei contribuenti». Ebbene, Salvini si agita perché cerca voti.




