Brexit a metà, Londra rientra nel programma Erasmus

Molti giovani universitari del nostro Paese hanno beneficiato del programma Erasmus, istituito per favorire mobilità e cooperazione tra istituzioni europee, permettendo a studenti universitari, personale scolastico, giovani e sportivi di trascorrere periodi di studio, tirocinio o formazione all’estero con borsa di studio. Il programma ha lo scopo di favorire inclusione, transizione digitale e verde.
Fino al 2020 anche il Regno Unito e i suoi studenti partecipavano a esso. Con la Brexit, il governo conservatore di Boris Johnson decise nel 2020 di non aderire al piano, sostituendolo con il Turing Program, per i soli studenti inglesi e meno sovvenzionato. È notizia di poche settimane fa che, dal 2027, il governo laburista di Keir Starmer finanzierà di nuovo l’Erasmus, perché percepito come strategico per la formazione dei cittadini.
Organizzazioni studentesche e universitarie britanniche hanno valutato la notizia positivamente, poiché favorirà sia la mobilità dei cittadini britannici sia di riaccogliere un gran numero di studenti europei entro i vari atenei locali. Ciò avrà un beneficio sia sociale e culturale, permettendo uno scambio umano e scientifico che si era in buona parte interrotto dal 2020; sia economico, poiché ogni studente europeo che si trasferisce, anche solo temporaneamente, nel Regno Unito porta con sé un discreto budget, necessario per la propria vita nel paese. Dal punto di vista politico, però, la decisione ha sollevato più di una polemica.
Today, we make further steps in our renewed EU-UK strategic partnership.
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) December 17, 2025
We have concluded the negotiations for the UK’s association to Erasmus+ in 2027.
Bringing back Erasmus+ for our young people, opening the door to new shared experiences and lasting friendships.
And we… pic.twitter.com/3CTEG3CrSG
Come ovvio, il partito laburista ha salutato il ritorno del programma Erasmus come un grande successo, sostenendo che offrirà nuove opportunità per i giovani, irrobustendo le relazioni tra Regno Unito e continente. I liberal-democratici, da decenni la forza più europeista del paese, hanno espresso il loro pieno consenso per un passo che, sperano, possa preludere a un programma di mobilità più ampio e a una ulteriore cooperazione con la Ue.
Lo Scottish National Party ne ha elogiato il ritorno, auspicando un ampliamento della libertà di movimento per i giovani. Al contrario, i conservatori, pressati alla loro destra dal messaggio populista del Reform Uk Party di Nigel Farage, hanno accusato il governo di cercare di «annullare la Brexit di nascosto», ponendo in discussione anche i concreti vantaggi che l’Erasmus potrà offrire per i giovani britannici.
In effetti, i più arrabbiati tra i britannici per la scelta compiuta dal governo in carica sono il Reform Party e i suoi sostenitori, in forte crescita negli ultimi tempi. Il partito di Farage non fa mistero di ritenere come la decisione mini la decisione presa nel referendum del 2016 di «riprendere il controllo» del Paese, rappresenti un tradimento per una scelta assunta democraticamente dal popolo, e costituisca il prodromo a futuri, ulteriori passi in direzione dell’Europa.
Good news for young people & sport in the EU and the UK 🇪🇺🇬🇧
— Glenn Micallef (@GlennMicallef) December 17, 2025
The Commission and the UK have concluded negotiations for the UK to rejoin Erasmus+ in 2027, unlocking opportunities in youth and sport 👏
Statement 👉 https://t.co/yH5wFNYatw https://t.co/HKfyO517xV
Intesa come una presa di posizione ideologica, la mossa sembra comprovare una «ideologia europeista» presente nel governo laburista che ignora le libertà acquisite dal Regno Unito dopo la Brexit. Inoltre, partito e sostenitori ritengono il programma più costoso del precedente Turing Program.
Quest’ultimo avrebbe il vantaggio di essere globale, non focalizzato solo sull’Europa; e di beneficiare un maggior numero di cittadini e contribuenti britannici che, con la scelta del governo, finiranno per finanziare il programma Erasmus il quale, a giudizio di Farage e sostenitori, avvantaggia solo i britannici benestanti o gli studenti europei.
In questo periodo e a seguito della diffusione di messaggi populisti molto «basici», la lotta politica nel Regno Unito si sta combattendo anche su questioni che, di tutta evidenza, portano vantaggi forse non sono immediatamente percepibili, ma che sono concreti per molta parte della società britannica.
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