Viabilità, necessaria una visione comune ripartendo dalla provincia

Mauro Parolini
Dalla Tav all’autostrada: le proposte concrete per sfruttare le potenzialità del territorio bresciano
L'A4 all'altezza del casello di Rovato - Foto © www.giornaledibrescia.it
L'A4 all'altezza del casello di Rovato - Foto © www.giornaledibrescia.it
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C’è una città continua da Novara, appena oltre il Ticino, a Venezia. Una città estesa per molti chilometri a nord e a sud di quello che si può considerare il suo asse portante, l’autostrada A4. Ad essa si aggiunge, con un ruolo sempre più importante, la linea ferroviaria storica e quella in costruzione dell’Alta velocità. Quest’ultima ha già cambiato il modo di viaggiare di molti e costituisce un indubbio successo. Servono però, per gli utilizzatori abituali (pendolari), tariffe accessibili che richiedono anche un intervento diretto della Regione e dello Stato.

Inoltre la Tav non può costituire un’occupazione di suolo priva di ricadute positive (cioè possibilità di utilizzo) per chi vive, lavora o soggiorna nella tratta tra Brescia e Verona. Per questo a suo tempo ho proposto con successo che venisse progettata e realizzata la stazione del Garda, nella tratta compresa tra Desenzano e Peschiera, a servizio di un’area densamente abitata e di grande rilievo turistico ed economico. Ora è necessario procedere alla sua realizzazione in tempi brevi, non troppo oltre la data di entrata in servizio della Tav.

Il progetto prevede anche la realizzazione di una nuova stazione sulla linea storica per il collegamento con la nuova fermata Tav. Sarà anche necessario riaprire e potenziare le stazioni della linea storica, da Rezzato e Ponte San Marco a Lonato, Desenzano e Peschiera, magari con qualche nuova fermata (ad esempio Castelnuovo, nella zona dei parchi del Garda) e trasformare l’attuale linea in una sorta di metropolitana con treni cadenzati e molto frequenti.

Infine il collegamento ferroviario con l’aeroporto, la Fiera e il centro di Montichiari costituisce una utilissima integrazione, anche per il mai accantonato progetto di riapertura al traffico passeggeri dell’aeroporto bresciano. Se le ferrovie sono in positivo ed efficace movimento lo stesso non si può dire delle opere stradali. È vero che Brescia gode di una rete stradale migliore di quella delle province vicine ma ormai la tratta autostradale tra Brescia e Sirmione ha raggiunto il limite.

Code lungo la tratta tra Brescia e Sirmione - New Eden Group © www.giornaledibrescia.it
Code lungo la tratta tra Brescia e Sirmione - New Eden Group © www.giornaledibrescia.it

Rallentamenti, code, incidenti sono esperienze quotidiane per chi viaggia in autostrada. L’intasamento produce, ormai più volte la settimana, il blocco di tutta la viabilità nelle aree attraversate dall’arteria stradale. Un interessante studio prodotto da Autostrada Brescia-Padova documenta questa situazione nel dettaglio, a partire dalla strozzatura che vede passare, tra Brescia Est e Montecchio (VI) numerose corsie stradali: dalle 14 fra autostrada, Corda Molle e Tangenziale Sud alle 8 di autostrada e della Statale 11.

La soluzione è in primo luogo la realizzazione della quarta corsia tra Brescia e Montecchio. Opera imponente e costosa ma, proprio per il grande numero degli utenti, finanziabile senza significativi incrementi delle tariffe. Inoltre può essere realizzata per lotti. Il primo non può che essere quello più sovraccarico, tra Brescia e Desenzano. E il progetto di adeguamento del nodo di Brescia Est va finalmente realizzato portando a sei corsie la bretella di collegamento dell’autostrada con la Tangenziale Sud, la Gardesana, la Corda Molle e la Goitese, oltre all’adeguamento dello svincolo a nord.

Serve una visione complessiva di ciò che è necessario per vivere bene in una grande area urbana, con servizi ben distribuiti e ben collegati. È il compito della politica, in primo luogo. È una questione di fondo, anche culturale. Ma si potrebbe cominciare intanto con una iniziativa facile, restituendo la dignità e l’autorevolezza dell’elezione diretta ad un ente, la Provincia, che ha come compito proprio quello di gestire e programmare in modo organico lo sviluppo di un territorio vasto come quello bresciano. Servirebbe anche una grande attenzione a ciò che avviene nella società, nella cultura e nell’economia. Ma questa è un’altra storia.

Mauro Parolini, Ex consigliere regionale ed ex assessore provinciale ai Lavori pubblici e alla Viabilità

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