Sostenibilità, trasparenza, condivisione, efficacia, efficienza e rispetto. Le parole chiave pronunciate da Enrico Zampedri sono il pilastro della nuova A2A Leonessa Brescia. Nata in tempi brevissimi, così come brevi erano stati quelli dell’Union. Lo specchio fedele della nostra città, del nostro territorio: quando c’è da tirarsi su le maniche per aiutare qualcuno, o per rimarginare una ferita anche profonda, ogni singola realtà si mette a disposizione.
Che si chiami istituzioni, mondo imprenditoriale, tifosi, appassionati. Ora si passa fondamentalmente dalla «società di uno» alla «realtà di tutti». Un taglio netto con quel passato nominato solo saltuariamente, ma che oggi più che mai pare lontano anni luce. Anche sugli esempi da seguire.
Mauro Ferrari, nella sua conferenza stampa d’addio, disse che non avrebbe mai voluto essere come Trento, «che cambia giocatori ogni anno e la gente così non si affeziona» (ma intanto prosegue nel suo cammino in A...). Nella conferenza stampa di ieri, invece, Trento è stata presa come esempio di società virtuosa, che può rappresentare uno spunto da cui imparare per crescere ed essere sostenibili.

Il tutto in un clima sereno, di chi è consapevole di partire dalla B Nazionale, ma con quell’ambizione e quella sana «follia» che deve contraddistinguere ogni nuovo progetto che inizia a camminare. Il resto lo faranno i tifosi, chiamati a raccolta: risponderanno. Come fa Brescia nelle difficoltà.



