Sulla spiaggia di un’isola delle Trobriand, in Nuova Guinea, il mare respira forte come per annunciare l’arrivo di qualcuno. Una piccola donna, scruta il paesaggio, sembra in attesa di un presagio. Quando la familiare sagoma della canoa appare, corre veloce verso la foresta. Chiama a raccolta i suoi figli ed il resto del villaggio. «Tornano!», grida.
Il suo uomo è il primo a scendere, le corre incontro, la pelle scura incrostata di sale. Si salutano appoggiando la fronte una contro quella dell’altro, a suggellare un legame che la distanza non ha spezzato. Lei tiene per mano un bimbo piccolo e lui lo guarda con la gioia spontanea e sincera di chi, nell’incertezza del ritorno, ha trovato ad attenderlo un dono prezioso. È stato via moltissime lune, quel figlio, come altri, non è suo ma, fra di loro, questo non ha alcuna importanza. È della sua donna.




