Agricoltura e pesca contro la fame: la nuova cooperazione Italia-Etiopia

«Colloqui produttivi». Ha descritto così il primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali il risultato delle questioni bilaterali e multilaterali discusse nell’ambito del Vertice delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari (Unfss+4), che si è tenuto a fine luglio nella capitale Addis Abeba. La tre giorni di incontri ha visto oltre 3.000 partecipanti da governi, organizzazioni internazionali, società civile e settore privato che hanno fatto il punto sulle «conseguenze devastanti» dell’impossibilità di accesso al cibo. Il programma ha incluso anche visite ad aziende e cooperative agricole locali, a vivai, eventi tematici di alto livello, ed esposizioni artistiche e culturali.
Nell’occasione, i ministri dell’Agricoltura dei rispettivi Paesi – Francesco Lollobrigida per l’Italia e Girma Amente per l’Etiopia – hanno firmato un Memorandum d’intesa sulla cooperazione nei settori dell’agricoltura, della pesca e della trasformazione alimentare tra Italia ed Etiopia. Il documento, con validità quinquennale e possibilità di rinnovo automatico, rafforza la collaborazione nell’ambito del Piano Mattei; sarà gestito da un Comitato congiunto Italia-Etiopia, con il compito di proporre iniziative, avviarle e tenerle monitorate.
Addis Abeba, il mio intervento al Vertice delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari. pic.twitter.com/PfjQR9fyvI
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) July 28, 2025
Un piano d’azione concreto era stato auspicato dalla vice segretaria generale dell’Onu, Amina J. Mohammed nel suo discorso di chiusura del vertice: «I governi traducano gli impegni politici in azioni concrete e inclusione sociale», perché «ogni persona al mondo ha diritto a un’alimentazione accessibile, sicura, nutriente e sostenibile».

Aveva anche evidenziato delle priorità: la mobilitazione di capitali attraverso il coinvolgimento di banche multilaterali e istituzioni finanziarie internazionali; la valorizzazione del ruolo dei piccoli agricoltori, delle donne, dei giovani, dei popoli indigeni e delle comunità locali; il collegamento in modo integrato delle dimensioni ambientale, sociale ed economica; investimenti in scienza, tecnologia e infrastrutture digitali, con un uso responsabile dell’intelligenza artificiale nelle aree rurali.
Durante il Vertice si è anche svolta la presentazione del nuovo Rapporto «Sofi 2025 – State of Food Security and Nutrition in the World», che registra un lieve miglioramento: la quota di persone che nel mondo soffrono la fame dall’8,5% nel 2023 è scesa all’8,2% nel 2024. Per l’Italia l’Etiopia è un partner strategico nell’area del Corno d’Africa. Nel 2023 l’interscambio ha raggiunto i 263 milioni di euro, sostanzialmente stabile dall’anno precedente, con esportazioni italiane pari a 182 milioni e importazioni pari a 81 milioni. I principali settori in cui operano le aziende italiane sono infrastrutture e trasporti, macchinari agricoli e veicoli industriali, tessile, energetico, telecomunicazioni, agroindustria e minerario.
It is my pleasure to welcome to #Ethiopia @GiorgiaMeloni , Prime Minister and President of the Council of Ministers of the Italian Republic. Our two nations stand together over the next three days, as partners in co-hosting the Second United Nations Food Systems Summit. pic.twitter.com/shejOoXqMP
— Abiy Ahmed Ali 🇪🇹 (@AbiyAhmedAli) July 27, 2025
All’inaugurazione dell’Unfss+4 è intervenuta anche la presidente Giorgia Meloni, che ha definito «la sicurezza alimentare» una «sfida assolutamente prioritaria, perché ha un impatto, non solo politico, ma anche economico». E, ancora: «Sovranità alimentare non significa mantenere una produzione standardizzata che degrada la qualità, ma investire nella produzione di prodotti locali di alta qualità. I piccoli produttori sono la spina dorsale, i primi custodi della terra, e devono avere i mezzi per vivere dignitosamente».
La presidente Meloni e l’omologo etiope Abiy hanno visitato il lago Boye, a Jimma, nella regione dell’Oromia, per verificare come sta andando la riqualificazione avviata con un investimento italiano di 25 milioni di euro. Si tratta di uno dei progetti della cooperazione Italia-Etiopia, sempre nell’ambito del Piano Mattei. L’obiettivo è bonificare questo bacino artificiale creato nel passato e poi abbandonato, per trasformarlo in un polo turistico legato alla cultura del caffè, settore tradizionale che, grazie alle esportazioni, sostiene Pil e occupazione.
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