Salutare un amico che se ne va per sempre è un dolore profondo, soprattutto indicibile perché è un sentire tutto interno, intimo e personale. Giovanni De Plato, è l’amico ri-trovato scomparso qualche giorno fa a Bologna la sua città, perché prima l’avevo letto e amato nelle pubblicazioni scientifiche e poi l’ho conosciuto di persona. È stata per entrambi la scoperta di un’amicizia invisibile che già esisteva, distante fisicamente ma presente come un filo sottile che legava insieme le tante affinità che avevamo.
Lui psichiatra, professore a Bologna, maestro per tanti e anche per me che avevo goduto dei suoi scritti e del suo pensiero densi di attenzione all’umano, precisi sul piano clinico e, a me analista, vicinissimi al mio modo di occuparmi del dolore e della malattia psichica. Ci siamo incontrati alla presentazione di un suo libro perché mi aveva voluto accanto. Mi aveva cercato attraverso comuni amici di Bolzano e io senza conoscerlo di persona, ho parlato del suo Van Gogh, osservato con maestria con quella sua attenzione all’uomo che possedeva e alla sofferenza. Ho condiviso ogni parola critica sulla follia inesistente del grande genio olandese.
E quell’incontro ci ha fatto ri-trovare. Perché Gianni De Plato dopo i tanti scritti scientifici sul male della mente, psichiatra cresciuto alla mensa di Basaglia, impegnato da sempre nello sviluppo della psichiatria sociale, ci ha lasciato nelle sue ultime pubblicazioni lo studio attento e preciso sulla genialità e sulla follia insieme a una critica severa alle istituzioni segreganti e non curative come i manicomi, ma anche alla psichiatria, quella rimasta distante dall’umanità. Era questo il tessuto delle sintonie che avevamo in comune, pur venendo da percorsi diversi. Questa la ricchezza delle nostre conversazioni sulla malattia e le possibili cure, sulla genialità che, per entrambi, non è follia.
Non può esserlo. Tale convinzione sosteneva il suo pensiero a proposito di Van Gogh, Caravaggio, e anche di Munch il suo ultimo lavoro a cui mi ha chiesto di partecipare. A queste personalità geniali ha voluto dedicare la sua attenzione scrivendo le sue ultime pubblicazioni impegnative ed entusiasmanti. Quanto ne abbiamo parlato insieme e quanto mi è servito questo confronto! Grazie Gianni.




