Se anche il bosco diventa un ring

L’incredibile competizione tra i fungaioli: all’Aprica c’è stata un’aggressione
Funghi Porcini
Funghi Porcini
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Molti decenni fa mio papà aveva posizionato in un angolo poco assolato, fresco e umido del giardino (precisamente sotto le ortensie) alcuni ceppi in legno, ciclicamente (soprattutto se sostenuti da buone piogge) tutt’attorno crescevano dei funghi. Una piccola coltivazione, non so se siano ancora in commercio. Io ero infinitamente affascinato da quei tronchetti, da piccolo pensavo fossero quasi magici. Uno dei rammarichi della mia vita (a cui prima o poi porrò rimedio) è di non essere un cercatore di funghi.

È un’arte antica e straordinaria, ma difficilmente ti viene insegnata, ognuno è custode di segreti non condivisibili. Quando andavamo in vacanza in Val Palot mi mettevo al seguito di mia cugina, lei aveva (e ha) nel dna l’essere una fungaiola. È come avere un sesto senso. Peraltro quando ne intravedeva di troppo piccoli li copriva per poi passare il giorno dopo. Ricordo quelle padellate meravigliose cotte sul fuoco del camino, se chiudo gli occhi sento ancora quel profumo di casa di montagna.

Andare a funghi è un’attività carica di romanticismo, c’è indubbiamente anche l’orgoglio competitivo di trovare il porcino più grande. Così era, perché in questo mondo impazzito anche i fungaioli hanno perso la trebisonda. In un bosco dell’Aprica due sessantenni si sono presi a bastonate, all’origine della baruffa, appunto, un fungo. A bastonate per un fungo. Forse volevano entrambi farsi un selfie con il porcino e poi postarlo su Instagram. Di questi tempi, sarebbe un valido motivo.

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