Alla fine ho ceduto, non ne vado orgoglioso ma è così. Tutti a dirmi: cambia, allarga gli orizzonti, vedi posti nuovi. Un conoscente cosmopolita mi ha detto che per lui in Europa non è vacanza. Mi ha fatto riflettere, e se avesse ragione? Ho quindi deciso di non fare la mia tappa agostana a Viserbella. Sono andato fino a Bellaria.
Mancavo da almeno trent’anni. In questi decenni non è cambiato nulla, proprio nulla. È a suo modo rassicurante, un’immobilità che sa di eternità. I banconi dei bar negli hotel mi hanno commosso fino alle lacrime, le bottiglie di liquori sono ancora le stesse, ho visto una bottiglia di Cynar con l’etichetta che appariva nelle pubblicità di Ernesto Calindri. Vintage, come si usa dire oggi. Ma a Bellaria tutto è vintage. La coda al buffet, che il titolare della pensione (hotel sarebbe troppo) ti descrive come magnifico. E chissà se a forza di dirlo ci crede davvero.




