Al portafoglio non si comanda

In fondo (molto, molto in fondo) sono un romantico. Mi commuovo per le piccole cose, per le gioie quotidiane, per quegli improvvisi sprazzi di felicità che danno un senso alle giornate. Ovviamente, ho una sensibilità particolare per le storie d’amore. Soprattutto per quelle belle, sincere, quelle che ci fanno guardare con fiducia al domani.
Questa viene dall’Aquila. Due fidanzatini decidono di comprare un gratta e vinci. Iniziano subito a sognare. Si guardano con gli occhi a cuore, sono (appunto) innamorati. Lei inizia a grattare, un numero, poi un altro ed ecco quel tredici che è anche tra i suoi numeri fortunati. Alza lo sguardo e incontra quello del suo amore. C’è attesa, speranza.
La Dea bendata è con loro: hanno vinto 500mila euro. Gli occhi di lei si trasformano, i cuoricini lasciano spazio alle banconote da 500 euro. Che meraviglia, pensa, posso finalmente aprire quel negozietto di abbigliamento vintage, e poi un bel viaggio intorno al mondo. Lui le si avvicina per abbracciarla, ed ecco che lei si ricorda della sua presenza. Ci vediamo dopo, gli dice lei. Il tempo di salire in auto e lo blocca sul telefonino.
Lui è già il passato. Lui si presenta da lei, ma niente: sparita. La mattina dopo lei va a ritirare la vincita. Nel frattempo è già andata a vedere quella Birkin di Hermès che lui non le aveva mai voluto regalare. Ma ecco la doccia fredda, quel numero grattato con troppa fretta non era un tredici ma un quarantatré. Niente vincita. Di colpo svanito l’amore e il malloppo. Non ci sono dubbi su chi le mancherà di più.
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