La serenità di Viserbella: la quietcation dei sogni

Con la mente verso le (già meritate) vacanze
Marina di Viserbella
Marina di Viserbella
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Ho una cara (e molto elegantemente snob) collega che ogni anno parte con la famiglia per mete che la maggior parte di noi (di voi, pardon) possono solo sognare; dev’essere stata in Tibet, ma non ho certezze, non essendo io vittima del fascino del che bello viaggiare e vedere il mondo.

Ovviamente frequentando luoghi così esotici deve programmare in base al clima del posto, anche per questo mai in agosto, ma non ci andrebbe comunque in quel periodo: troppo cheap. Io invece vado sempre in agosto, per allora la mia ortaglia ha già raggiunto un sufficiente grado di autonomia, basta irrigare con regolarità e godere dei sempre abbondanti frutti che regala.

Prima mi sarebbe impossibile assentarmi per lunghi giorni, in giugno le piantine devono essere accompagnate nei primi passi della loro esistenza, luglio è un mese delicato, errori possono compromettere tutta la stagione.

La settimana ferragostana è la migliore per la villeggiatura. La prossima estate, pur mantenendo Viserbella come meta, ho deciso di scegliere una pensioncina più defilata, lontana dalla movida. Ho letto che la nuova frontiera è la quietcation, la vacanza asociale e senza stimoli.

Che meraviglia. Sentite: una richiesta che riflette un desiderio collettivo di fermarsi, privilegiando la qualità del tempo libero rispetto alla quantità di esperienze vissute. Spiace doverlo rimarcare (anche rispetto alla mia splendida collega), ma io sono pure su questo fronte un antesignano. Se mi guardo alle spalle vedo il futuro.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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