L’arte del potare i rami secchi

Non sempre si riesce con facilità. È però fondamentale. Io lo faccio, per esempio, anche con il mio guardaroba
Ortensie
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Adoro le ortensie, le trovo magnifiche. Molto più delle rose, che pure hanno un fascino ammaliante. Ma le ortensie mi stordiscono con la loro prorompente bellezza. C’è ovviamente anche un motivo familiare, tutto nella nostra vita ci riconduce alle madeleine di Proust (va beh, ai nostri ricordi d’infanzia). Nel giardino della casa avita (va beh di nuovo, di famiglia) le ortensie hanno sempre trovato copiosamente dimora. Splendide, maestose, con le loro fioriture rendono il giardino estivo elegantemente appagante alla vista. Ora è tempo di potatura, arte molto delicata da maneggiare con cura.

Le ortensie in verità sono abbastanza accondiscendenti, e rigermogliano senza troppi problemi. I maestri potatori consigliano però, in prospettiva di una corposa fioritura, di togliere i rami secchi e intervenire con parsimonia su quelli nuovi per lasciare loro possibilità di esprimersi al meglio. Togliere i rami secchi è importante, non sempre si riesce con facilità. È però fondamentale. Io lo faccio, per esempio, anche con il mio guardaroba.

Ci sono acquisti fatti con errato entusiasmo, con valutazioni frettolose, che poi arrivi a casa e pensi: perché? Ecco allora che quel pesante maglione adatto forse solo al polo nord finisce sempre più in basso. Ma non smette di guardarti, e farti sentire in colpa. La soluzione? Un bel pacchetto e via sotto l’albero di Natale di qualche malcapitato amico. Che fissi lui con quel piglio arrogante. Per noi un ramo secco in meno lungo la strada della serenità.

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