Un’ortaglia molto mal coltivata

Hanno prodotti frutti incredibilmente abbondanti, ma ora è arrivato il tempo del riposo. Questa settimana ho tolto i pomodori dal mio orto, è l’inesorabile ciclo della vita. Le piante erano in verità ancora cariche, ma ormai la maturazione è pressoché impossibile; ho comunque messo in una cassettina di legno molti pomodori verdi, vedremo gli sviluppi.
Mentre eseguivo le varie attività, riflettevo su quanto mi rassereni lavorare nell’orto. Mi rasserena l’anima come raramente mi capita, non ho certo scoperto nulla di nuovo: i frati lo avevano già capito secoli fa con il motto ora et labora. Sradico, zappetto, aggiungo concime, preparo il terreno, pianto, tutte attività che mi aprono la mente.
Nei giorni scorsi riflettevo su una notizia, un hotel del Trentino si è piazzato ai primi posti della classifica «Travellers, choice best of the best». La struttura è best of the best per, cito, «l’atmosfera familiare, la cura dei dettagli e un’attenzione sincera verso ogni ospite». Caspita che meraviglia. Non solo, tenetevi forte, «per un soggiorno ancora più rilassante» vengono accolti solo ospiti dai 14 anni in su.
Ma ovviamente, e non poteva essere diversamente, l’albergo è pet friendly, in camera non ci possono essere bambini, ma gli animali sono ben accolti. Già mi immagino la sala da pranzo, niente urla di quei fastidiosi pargoletti, al loro posto cani che abbaiano, gatti che miagolano, galline che girano tra i tavoli beccando briciole di pane. Viviamo in incubo, pensando di essere felici.
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