Nebbia, moderatamente meravigliosa

All’improvviso la nebbia, senza preavviso. Discreta, come da sua abitudine, ha ovattato l’aria. Adoro la nebbia. Mi trasmette serenità, financo romanticismo. Attiene ai fondamentali della vita, sale da quei campi dove d’estate si coltiva il grano, è strettamente collegata con la nostra esistenza. È alle radici della nostra esistenza. La nebbia attiene al mondo e al tempo stesso lo conosce pienamente.
Non è certo un caso se avvicinandosi alla città lei sparisce, e allontanandosi dalla città lei invece aumenta. Non è roba per chi vive nelle ztl, la nebbia è ancestralmente legata alla provincia, dove il sushi è tollerato ma guardato con la giusta diffidenza. Abita in quei paesi dove la gente se va in bicicletta lo fa per andare in bottega, mica per rimarcare la presunta appartenenza alla società pensante ed ecologista.
La provincia è ecologica di suo, senza fronzoli. Come la nebbia, che se proprio deve avvicinarsi al centro storico va a fare un giro nel parcheggio di piazza Vittoria, giusto per indispettire il popolo delle Mura Venete. La nebbia non è per tutti. Per gustarmela mi sono fatto una camminata al parco del Cono Ottico, una lunga oasi verde che si affaccia sul castello di Roncadelle: e già questo è magia.
In lontananza sentivo una voce di donna: dì alla tua mamma quanto le vuoi bene, dillo alla tua mamma, diglielo. Esortazioni senza risposta. Poi ci siamo incrociati, il piccolo non poteva rispondere perché aveva pelo e quattro zampe. La nebbia è moderatamente meravigliosa, nasconde alla vista certo, se togliesse anche l’audio sarebbe perfetta.
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