Ci sono profumi che ti entrano nell’anima, che ti spalancano le porte dei ricordi riportandoti magicamente là dove hai vissuto momenti lieti, financo gioiosi. Per me la Val Palot è il profumo di erba appena falciata, quando da piccolo attraversavamo il bosco (che segnalava l’imminente arrivo) io chiudevo gli occhi e mi predisponevo a esserne inebriato. Sul sedile posteriore della nostra Fiat 127 color dissenteria ero pervaso dalla serenità.
Ancora oggi, quando mi prendo cura del mio prato meravigliosamente all’inglese, mi commuovo alle lacrime quando l’aroma di quei fili verdi appena falciati mi inonda le narici. E poi adoro accarezzare quel manto verde così uniforme, preciso, ordinato. A volte mi sdraio e come un fagiolo adagiato nel suo baccello osservo il cielo. Il prato rasato dovrebbe essere dichiarato patrimonio dell’umanità, ma non tutti la pensano così.




