All’improvviso, parlando all’orologio

Scene surreali che sono (purtroppo) la normalità
Uno smartwatch
Uno smartwatch
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Altre due zucche sono improvvisamente spuntate nella mia ortaglia, nel giro di pochi giorni sono cresciute a dismisura. Complice sicuramente il caldo tonificante di questi giorni supportato da costanti flussi di acqua corposamente concimata. È proprio vero che la vita dell’ortolano è costantemente piena di sorprese.

Non manca certo la fatica quotidiana, financo le sconfitte (come diceva Barbara D’Urso, cadiamo per imparare a rialzarci), ma la gioia del tuo sguardo che ammira emozionato la rigogliosa crescita dei finocchi resta qualcosa di unico. Poi ovviamente ognuno ha i suoi piccoli segreti, che raramente vengono svelati. Io le accarezzo e le rincuoro le mie verdure quando le vedo sopraffatte dagli eventi atmosferici, o quando i parassiti si accaniscono sulle loro foglie.

Soprattutto parlo con loro, cerco un dialogo, non sempre mi rispondono, ma non mi arrendo. Del resto la comunicazione segue ormai vie un tempo impensabili. Ero in coda al supermercato, stavo caricando il rullo, all’improvviso la signora davanti a me inizia a parlare con l’orologio.

Non bastavano quelli che telefonano solo con gli auricolari, io spesso quando li incrocio (indaffarati a parlare ad alta voce) penso si stiano rivolgendo a me, allora faccio quella faccia di cortesia istituzionale finché non mi superano nella totale indifferenza. Ora siamo arrivati all’orologio/telefono. Ammesso che sia comodo (e per me non lo è), ma un pizzico di eleganza ogni tanto? Suvvia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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