L’orto settembrino, pienamente felice

Perché aveva ragione il poeta, la vera libertà non sono le ferie d’agosto, ma essere felici negli anonimi lunedì di novembre
Con la fine di agosto l'orto si prepara alle verdure invernali © www.giornaledibrescia.it
Con la fine di agosto l'orto si prepara alle verdure invernali © www.giornaledibrescia.it
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Adoro settembre, da sempre. Adoro il ritorno alla serena tranquillità dello scorrere della vita quotidiana. Finalmente basta stress da vacanze divertenti e rilassanti a tutti i costi. Io mi rilasso a Roncadelle, faccio solo brevi trasferte al mare per respirare l’aria intrisa di iodio che un tempo dicevano facesse bene, oggi non lo sento più dire, ma io resto uomo all’antica. Vorrei poi fare brevi periodi di villeggiatura in montagna, per questo sto valutando l’acquisto di una casetta rustica a Rino di Sonico, per me un luogo del cuore legato ai campi scuola oratoriani. A parte questo, sto volentieri al mio paese. Giro in bicicletta, al massimo arrivo al boschetto della Badia.

Anche il mio orto dimostra una significativa insofferenza per i mesi di luglio e agosto. Troppo sole, troppo caldo, l’ortaglia ne è visibilmente infastidita. L’abbondante irrigazione non riesce a compensare pienamente lo spossamento. La coltivazione è certo rigogliosa, perché non ci facciamo abbattere dalle fatiche, ma non c’è entusiasmo. Poi l’estate finalmente finisce. L’effetto sull’umore è subito visibile. Le zucche, che sembravano aver terminato il percorso, tonificate dalle piogge di questi giorni, sono praticamente rinate. Le nuove zucchine si preparano a gratificarmi con un raccolto pre autunnale e forse oltre. Le piantine dei cavoletti di Bruxelles già mi fanno sognare. Perché aveva ragione il poeta, la vera libertà non sono le ferie d’agosto, ma essere felici negli anonimi lunedì di novembre. Anche raccogliendo broccoli.

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