A cena e poi a letto con le galline

Coltivo una grandissima invidia per le galline. Le loro giornate trascorrono in splendida serenità: chiacchierano, beccano, depongono uova. Quando il sole tramonta si ritirano nel pollaio e buonanotte a tutti. Che meraviglia. Ho sempre odiato la vita notturna, da giovane (pur controvoglia) mi sono prestato, ma che fatica.
Non ho mai frequentato le discoteche (sia chiaro), ovviamente però si usciva, soprattutto il sabato sera. Ho sempre odiato profondamente il sabato sera, i suoi riti. Quel trascinarsi stancamente (io sicuramente) per traghettare il più possibile oltre la mezzanotte. Che poi io iniziavo ad aver sonno già verso le dieci, figuriamoci.
Poi i decenni sono trascorsi ed anch’io (come una gallina qualsiasi) ho potuto conquistare il mio sereno ritmo di vita, guadagnando il letto non proprio al tramonto, ma poco dopo. Del resto la scienza ci dice che andando a dormire alle 21 si ottiene maggiore lucidità ed energia durante il giorno, riducendo anche stress e affaticamento cronico.
Non voglio star qui a metterla giù dura, ma sono oggettivamente un antesignano. Di più: ora è una moda anche tra i giovanissimi. È l’early night trend, appunto andare a dormire presto, o qualcosa di simile. Chissà se è vero, per me no: è comunque bello crederlo, ci rasserena.
Io preferisco continuare ad avere come riferimento le galline, anche se l’avanzare dell’età prospetta un destino ineluttabile: essere l’elemento arricchente di un buon brodo. A pensarci è gustoso anche quello di dado.
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