Lettere al direttore

Viva la Giustizia, ma in quella fatta non mi riconosco

In data 28 aprile mio marito, mentre si recava nel centro di Manerba del Garda, si trovava improvvisamente di fronte un’autovettura che procedeva contromano in curva. Fortunatamente, vista la sua velocità ridotta, riusciva a fermarsi in tempo per evitare l’impatto suonando il clacson. Il conducente, poi rivelatosi un cittadino 23enne residente a Calcinato, probabilmente sotto l’effetto di sostanze, iniziava ad insultarlo e, nonostante gli ammonimenti di mio marito circa la sua condotta pericolosa, scendeva dall’auto e lo colpiva con due pugni al volto mentre alcuni testimoni intervenivano per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente. A questo punto prendeva a calci l’auto di mio marito allontanandosi subito dopo. Successivamente mio marito si è recato al Pronto soccorso dove gli refertavano 5 giorni di prognosi, poi aumentati di altri 10 giorni perché non ancora guarito dalle percosse. Ha quindi presentato denuncia ai carabinieri unitamente alla fattura per la riparazione dell’auto costata 1.500 euro, indicando i testimoni del fatto e la presenza di telecamera in loco. In data 26 giugno ha rifiutato la richiesta di remissione di querela proposta dai carabinieri e in data 23 luglio il pubblico ministero ha fatto richiesta di archiviazione per «particolare tenuità del fatto». Quindi deduco che, secondo il pm, sia lecito che io, residente, mentre mi reco in centro, rischi un frontale con un cittadino alterato che circola in curva contromano, mi spacchi la faccia e mi causi volontariamente 1.500 euro di danni all’automobile. Viva la giustizia!

Alessandra Pelizzari

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