Lettere al direttore

Sul caso Roggero un giustizialismo di comodo

Mi ha stupito un po’ vedere sul Giornale di Brescia del 21 luglio due articoli pro Roggero, il gioielliere «Rambo» che ha rincorso e ammazzato due dei tre rapinatori del suo negozio. Un lettore scrive «dentro il suo negozio», ecco qua è il primo rilievo che faccio: i fatti sono avvenuti fuori dal negozio, non dentro, e qualche giurista (molto più esperto di me) dice che anche negli Usa (patria della autodifesa e della pistola libera) il Roggero sarebbe stato condannato, perché un conto è reagire all’interno del negozio ed un conto è farlo fuori, rincorrendo e sparando ai ladri e ammazzandoli: a me sembra più un gesto di vendetta, magari giustificata dalla rabbia (non sto qua a dire che una persona non possa farsi prendere dalla rabbia e dal raptus della reazione violenta) ma pur sempre di vendetta. Tra l’altro ricordo ai sostenitori di Roggero che lo stesso, nel 2005, minacciò, sempre con la pistola, l’allora fidanzato della figlia e i suoi genitori… un comportamento più da Rambo che pacato imprenditore. Vogliamo depenalizzare la vendetta, convinti che sia meglio (come pensano molti sostenitori del gioielliere, imboccati ad arte ed efficacemente da politicanti attenti a fomentare le divisioni e l’odio) farsi «giustizia da sé», visto che gira l’idea che ai delinquenti non ci sia mai una pena adeguata? Sono consapevole che in Italia esista un grosso «problema Giustizia» (lenta, macchinosa, inefficiente) e che il cittadino medio abbia l’idea che tuteli più i carnefici che le vittime ma credo anche che questo Governo sarebbe potuto intervenire su questi temi anziché preoccuparsi della Separazione delle Carriere; avrebbe dovuto parlare - quanto meno parlare - del problema carcerario: non possiamo definirci un Paese civile con lo stato delle nostre carceri, dove esistono situazioni già molto oltre il limite, e a Brescia sappiamo qual è la situazione di Canton Mombello. Ma a certi politicanti a quanto pare non importa di risolvere queste situazioni (agitano il giustizialismo, quando fa loro comodo, e non per tutti, come si vede) e di conseguenza anche il cittadino medio pensa sia giusta la vendetta e che per il reo torni la legge del taglione, con buona pace del nostro Beccaria. «La difesa è sempre legittima» diceva uno slogan povero di contenuti ma efficace per la pancia della gente. A questo punto ne suggerisco un altro, visto che va per la maggiore dare risposte semplici a problemi complessi: «Più pistole per tutti». Come in America. Pam! Pam! Pam! Ma non è - purtroppo - un film.

C.M.

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