Sindaca, riflettiamo su diritti e doveri
Vorrei proporre alla sindaca Castelletti una delle tante riflessioni coerenti con il «diritto» ad una società ordinata e di conseguenza senza nessuna fobia o come si dice oggi «segregazione» del diverso. Un primo punto è l’idea di libertà non staccata, come presume la sindaca Castelletti, dalla verità dell’uomo che in quanto creatura non può trasformare in dittatura dei presunti diritti di chi munito di soldi, stampa, televisione e social con l’alibi della democrazia li impone a tutti senza contraddittorio. Infatti, la politica oggi essendo una scatola vuota, comanda la dittatura della finanza, ha trovato l’unico parassitario metodo di sopravvivenza attaccando l’ambito a lei proibito ovvero quello morale iscritto nella legge naturale (negatami a suo tempo da un alto gerarca delle Acli senza fare nome ma per comprendere la deriva dei cosiddetti politici «cattolici» maggioritari nelle curie). Ritenere che mostrare sederi, volgarità, bambini comperati con metodi orrendi su Amazon, sbandierare arcobaleni, sfidare il buon senso andando contro natura sia segno di civiltà si scontra con la realtà sempre più volgare, violenta, mortifera di cui anche la ex leonessa d’Italia si vantava. Se la sindaca Castelletti e chi la vota crede di passare indenne per la porta larga commette un grave errore personale e comunitario. Il rispetto di ogni persona o cosa non passa dall’esaltazione dei diritti ma dal compimento dei doveri il primo dei quali è combattere il nostro egocentrico io sempre pronto a perdonare le nostre voglie o perversioni che siano.
Mauro Mazzoldi
Iseo
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