Lettere al direttore

Sfalci in primavera. Un colpo letale per l’ecosistema

Scrivo per esprimere il mio profondo disappunto riguardo ai lavori di sfalcio e pulizia dei cigli stradali che vengono effettuati lungo la tangenziale sud e in molte altre strade della nostra provincia. Oltre ai disagi enormi per gli automobilisti, con rallentamenti e code, ciò che colpisce è il periodo scelto per questi interventi: la piena primavera, proprio quando la natura è nel suo momento più delicato. Tra erba alta, cespugli e piccoli spazi verdi trovano rifugio insetti, uccelli e numerosi piccoli animali che in questo periodo nidificano, si riproducono e cercano semplicemente di sopravvivere in un ambiente già fortemente sacrificato dall’espansione urbana e dal traffico. Viene spontaneo chiedersi: è davvero necessario intervenire proprio adesso? Non sarebbe più sensato programmare certi lavori in periodi meno impattanti per l’ecosistema? Oppure concentrarsi su aree che necessitano realmente di manutenzione urgente, evitando di distruggere quei pochi angoli di natura che ancora resistono ai margini delle nostre strade? La sensazione è che troppo spesso si continui a considerare il verde spontaneo come un fastidio da eliminare, invece che come una piccola ma preziosa forma di vita da rispettare. E questo avviene mentre si parla continuamente di tutela ambientale, biodiversità e sostenibilità. Mi auguro che le Amministrazioni competenti riflettano maggiormente sulle tempistiche e sulle modalità di questi interventi, cercando un equilibrio tra decoro, sicurezza stradale e rispetto per la natura.

Raffaella Zucchi

Cara Raffaella, conoscenza e sensibilità sono virtù che sovente vanno a braccetto. Se guardiamo a noi stessi, ammettiamo di appartenere a quel tipo di persone che fanno coincidere ordine e decoro, volendo prati all’inglese, di quelli rasati a regola d’arte, non più alti d’un centimetro. Errore, errore, errore! Abbiamo infatti imparato che la biodiversità è un valore e se vogliamo difendere creature preziose per l’ecosistema naturale, occorre che l’erba possa crescere e con essa i fiori, lasciando aree incolte. Ecco perché, a malincuore, facciamo... marcia indietro, promettendo di non lamentarci più se il verde pubblico a bordo strada non è manutenuto. (g. bar.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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