Serve positività, mettete in pagina le notizie buone
Direttore, le chiedo un grande favore. In questo periodo, molto difficile, in tutti i sensi, con notizie sempre brutte, che lasciano lo stato d’animo molto sofferente, triste, almeno, per quanto riguarda il mio pensiero ho bisogno di ringraziare. Ringraziare tutte le forze dell’ordine, polizia, carabinieri, agenti locali, vigili del fuoco, medici, infermieri, infermieri a domicilio, oss, addetti pulizie, volontari, tutte quelle meravigliose persone. Io li chiamo, «i nostri Angeli in divisa», che ogni giorno si adoperano per il nostro benessere e per proteggerci. Ma non voglio escludere nessuno, non me ne voglia chi non ho nominato. E grazie a chi, col proprio lavoro, si adopera, che tutto funzioni bene. Mi piacerebbe che si potessero sentire o leggere notizie belle. Fare una parte di telegiornali e/o quotidiani con solamente notizie belle. Qualcuno che ha trovato un portafoglio e lo ha consegnato; chi porta la spesa a chi non riesce; il gattino salvato dalla pianta. Ho fatto degli esempi, ma sarebbe bello, penso, poter leggere e/o sentire notizie positive, che per un po’ riscaldano il cuore.
Viviana Benedetti
Raffa di Puegnago
Cara Viviana, di positivo innanzi tutto c’è lei, la cui gratitudine è insieme una girandola e un manto. Avendo noi abbastanza in uggia la retorica, facciamo fatica a chiamarli «angeli», però nello spirito condividiamo il suo pensiero e ci uniamo al grazie per chi fa bene il proprio lavoro, sia che indossi una divisa, sia che vesta come pare e piace, che è il monaco che conta, non l’abito. Sulle buone notizie invece, come da lettrice attenta avrà notato, è da mesi che abbiamo cambiato stile di narrazione, esaudendo il desiderio di chi ci ha preceduto, la direttrice Nunzia Vallini, che per prima se non trovava in prima pagina almeno una buona notizia rimetteva le bozze al destinatario. Attualmente sul Giornale la cronaca è all’essenziale, mentre sono aumentate storie, commenti, interviste, profili di personaggi che hanno qualcosa di buono da raccontare. Proprio come nella vita di tutti i giorni. Che il rumore dell’albero che cade siam capace di sentirlo tutti, è quello della foresta che cresce che soltanto una comunità attenta sa registrare.
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