Lettere al direttore

«Scusa» e «grazie». Due vocaboli certo da riscoprire

Ci sono due vocaboli che se usati senza parsimonia possono cambiare il mondo, naturalmente in meglio, e se questo dovesse in qualche modo porre resistenza (storia dicet) perlomeno sarebbero capacissimi di farlo con la nostra giornata e non di meno quella degli altri. Vi ringrazio per la pazienza e mi scuso per l’attesa ma ecco che in qualche modo devo averli anticipati. Le due parole sono «Grazie» e «Scusa», termini sempre in voga, è vero, ma seppur evergreen chissà per quale astrusa ragione spesso scompaiono letteralmente da pensieri, parole, azioni. Come se a impiegarli verso il prossimo si commettesse chissà quale errore o peccato. Niente di più sbagliato, chiedere scusa quando sbagliamo qualcosa così come ringraziare chi ci ha fatto un favore o reso un servizio dovrebbe costituire il nostro modus operandi abituale, men che meno un eccezione nel nostro vivere quotidiano. A dirla tutta, tanto nel pronunciare questi termini quanto sentendoli nei nostri confronti, essi sono veramente in grado di trasformare il nostro giorno da grigio e nuvoloso in uno azzurro e pieno di sole. A proposito, mi scuso se in qualche modo vi ho annoiato e ringrazio per avermi fin qui ascoltato.

Giuseppe Agazzi

Rovato

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