Lettere al direttore

Scuola e stranieri: la gestione resti affare dello Stato

I vescovi non governano l’Italia. Non fanno le leggi sulla scuola. Non stabiliscono quale sia il numero massimo di figli degli immigrati che possono sedersi accanto ai nostri. Tuttavia il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, è intervenuto per contrastare chi tenta di imporre un limite. Analogamente al Capo dello Stato, dissento dalle dichiarazioni del cardinale in merito all'integrazione scolastica; ritengo da sempre che la Chiesa interferisca nella politica del nostro Governo. Secondo me, la scuola pubblica deve preservare l’identità nazionale e garantire l’apprendimento attraverso misure come il tetto agli alunni stranieri, considerate necessarie per la coesione sociale e il contrasto alla perdita dei valori italiani. I vescovi tornino al loro mestiere; si dedichino alla confessione, alla predicazione e al soccorso dei poveri. Non dettino la composizione delle classi e non sabotino chi tenta di salvare ciò che resta del Paese. Concludo qui questa comunicazione per non dilungarmi. Sono certo di suscitare molti disaccordi tra i lettori: mi perdonino.

Gianmarco Dosselli

Flero

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