Salvate dall’oblio la brillante Adelperga
Nel bell’articolo online di Sara Polotti del 22 settembre scorso, relativo alla Ermengarda manzoniana, ricompare l’informazione che non ne sapremmo il vero nome salvo le citazioni come «Desiderata» (che, per quel che ne so, vuol dire solo figlia di Desiderio). Da semplice lettrice vorrei segnalare che negli Annali di Santa Giulia della badessa Angelica Baitelli, ristampati dalle Edizioni del Moretto a cura di Valentino Volta, dai documenti allora ancora conservati nel monastero, risulterebbe tra imperatrici e regine lì monacate «Berta moglie ripudiata da Carlo Magno, figlia del Re Desiderio». Prima domanda posta a chi può rispondere: perché la Baitelli non è considerata attendibile e si continua a scrivere che non sappiamo il nome di questa Ermengarda che invece sarebbe Berta? Ciò detto vorrei anche ricordare che la bresciana forse più influente della storia (a detta di molti storici salvò la Longobardia Minor ispirando la real politik del marito Arechi anche contro le velleità del fratello Adelchi, che non morì nel modo raccontato dal Manzoni, ma cercò alleati a Costantinopoli) fu Adelperga, la figlia intelligente di Desiderio e Ansa. Talmente importante che a Salerno, oltre allo stadio Arechi, c’è tuttora un vicolo Adelperga e a Benevento c’è una via Adelperga. Città dove, peraltro, il matrimonio tra Arechi e Adelperga è ancora oggetto di rievocazioni storiche in costume. Che dire? Nema profetessa in patria.
Mariagrazia Fasoli
Brescia
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