Quelle aggressioni di Genova da non sottovalutare
A Genova nei giorni scorsi, si sono verificati due episodi di aggressione a un gruppo di migranti richiedenti asilo, molti dei quali minori non accompagnati. Gli aggressori erano una quarantina di persone con caschi e passamontagna, armati di mazze. Gli episodi sono gravissimi e non stanno ricevendo la dovuta attenzione da parte delle autorità e degli organi di informazione. Questi episodi sono il corollario di moltissimi altri casi accaduti in altre città italiane. Episodi che rappresentano una china molto pericolosa sulla quale stiamo scendendo senza quasi rendercene conto. Tra l’altro episodi simili stanno accadendo in numerosi paesi europei e rappresentano una strategia pericolosa a livello sociale. Sui social sono molto attivi profili perlopiù fasulli che inneggiano a queste gesta squadriste. Non so se l’atteggiamento delle autorità preposte all’ordine sia quello di non dare eccessiva visibilità a questi fatti per non dare troppa pubblicità agli autori. Supponendo che sia così, non credo sia una strategia efficace perché dá l’impressione agli sciagurati che sostengono questo squadrismo di una inerzia, quando non una ignavia da parte dei soli garanti dell’ordine pubblico. Invece è necessario che i preposti, ministro dell’Interno, prefetti e questori siano quanto più possibile veloci nell’individuare e neutralizzare questi comportamenti, agendo con la necessaria severità. Anche le altre figure istituzionali quali la presidenza del Consiglio, i sindaci, i partiti, i sindacati e qualunque altro rappresentante devono fare la loro parte, con le modalità che gli sono più consone. Anche i giornali che ormai sono una presenza fissa sui social devono essere più decisi nello stroncare commenti che incitano all’odio e che hanno sempre meno a che fare con un livello di convivenza civile. Non ci vuole molto per scivolare in una situazione incontrollabile.
Lucio Cabrini
Offlaga
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