«Quella volta che la mia lotta è finita in prima pagina»
Era la mattina di martedì 21 ottobre 1969 e come sempre ero arrivato con largo anticipo al cancello della Om in via Fiume, perché era abitudine di molti operai, prima di iniziare il turno di lavoro, fermarsi davanti alla bacheca a leggere l’Unità e l’Avanti. Quella mattina tutti mi vengono incontro e mi dicono: «Renato, ora ti licenziano, non hai visto l’Unità?». «No - rispondo -: sto venendo a leggerlo ora». Erano preoccupati per me perché, sul giornale (organo del Pci) era pubblicata in prima pagina una fotografia del sottoscritto mentre parlavo al microfono attorniato da tanti giovani operai (avevo 28 anni) nella prima assemblea sindacale nel piazzale interno della Om Fiat di Brescia: la prima in Italia in una fabbrica. Era la mattina del 20 ottobre 1969 quando i dirigenti nazionali dei sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm partecipavano a imponenti assemblee all’interno della Om-Fiat e della Sant’Eustacchio. Altre assemblee sindacali provinciali si svolsero all’Atb, alla Pietra, alla Beretta, alla Bernardelli, alla Tlm, alla Gnutti. Era stato così affermato, nel vivo della lotta, un diritto che i metallurgici rivendicavano per il rinnovo contrattuale. La lotta era per un modello industriale che postulava uno sviluppo conseguente di tutti i diritti sociali; un modello che non voleva arrendersi allo sfruttamento, alla discriminazione, alle sperequazioni, alla disuguaglianza. Erano momenti di grande dibattito e anche di tensione nelle fabbriche, nelle scuole, il 1969 è stato l’anno delle grandi riforme sociali che si fondavano sulla partecipazione dei cittadini organizzati per scegliere e decidere. Era un’Italia in lotta. I partiti di sinistra avanzavano alle elezioni. Si aveva la sensazione che una nuova e grande stagione di riforme, di cambiamenti positivi e progressivi si stava aprendo. Ma tutto ciò non poteva che creare anche una reazione contraria. Abbiamo vissuto il ’68 e il ’69 con grandi ideali per un futuro migliore per tutti. Carissimi giovani, c’è sempre da resistere a qualcosa, a certi poteri forti, a certe promesse, a certi servilismi. Il periodo che abbiamo davanti è assai impegnativo, però se uniti, vecchi e giovani, sono certo che i risultati saranno positivi.
Renato Bettinzioli
Brescia
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