Quattro ruote per muovere la felicità di una mamma
Di certo una grande conquista per la nostra famiglia è quella di aver ottenuto l’autorizzazione da parte dell’Ufficio Protesico di Montichiari, diretto dal dottor Piro Antonio, per una carrozzina elettrica per Vittoria, nonostante le tante difficoltà e le peculiarità dettate dal nomenclatore. Opportunità di vita che si allargano a ventaglio per nostra figlia; che le offre grazie ad un supporto elettrico di partecipare ad attività sociali sempre più ricche e variegate. Quando la malattia ha bussato alla porta, quando la terapia genica è un pallido simulacro, quando la vita deve necessariamente diventare evoluzione e maturità, la presenza di ausili adatti aiuta in modo significativo a dare una dignità al quotidiano. Ringrazio il personale dell’Ufficio protesico di Montichiari ed il dottor Piro Antonio, direttore, per la costanza e la pazienza di aver ascoltato la voce di una mamma che chiede una voce per la figlia, che credendo nella vita non vuole arrendersi. Ringrazio la dottoressa Barbara Montagnana dell’ospedale Don Calabria di Verona per aver appoggiato e posto fede e fiducia in Vittoria e nella nostra famiglia. Ringrazio la sanitaria Biomedica di Brescia, in particolare Paola, titolare, per la professionalità, passione e dedizione. Il loro supporto, coadiuvato dalla dottoressa Montagnana, ci segue nel cammino da venticinque anni nelle varie evoluzioni ed esigenze che la malattia impone. Da mamma mi piace chiudere gli occhi in una notte buia e silenziosa per sentire il fruscio di quattro ruote che si muovono: è la mia Vito che danza fra le stelle, baciata dal vento, carezzata dalla luna, che omaggia la notte e si delizia del giorno che nasce. Si può dire di sentirsi felice? Direi di sì!
Milena, la mamma di Vittoria e di Celeste
Cara Milena, la sua felicità è contagiosa e, nel contempo, fa vedere in filigrana la fortuna di tutti coloro che non devono fare i conti con un’invalidità così grave e con le difficoltà che si sommano alla sofferenza. Perciò comprendiamo il calore della sua riconoscenza nei confronti di coloro che, in cordata, hanno permesso di fornire l’ausilio che alla sua Vito occorreva.
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