Lettere al direttore

Quanto è preziosa la didattica personalizzata

Abbiamo letto con profondo dispiacere la lettera pubblicata sulle vostre pagine, in cui un genitore ha raccontato la vicenda della propria figlia, bocciata dopo un anno scolastico complicato. Come Associazione Italiana Dislessia - Sezione di Brescia, desideriamo innanzitutto esprimere la nostra vicinanza e solidarietà alla ragazza e alla sua famiglia, che si sono trovate ad affrontare da sole un percorso che avrebbe dovuto essere accompagnato e sostenuto dalla scuola. Riteniamo doveroso precisare che, non avendo elementi per verificare direttamente i fatti riportati, non intendiamo entrare nel merito della specifica vicenda, ma cogliamo l’occasione per richiamare l’attenzione su un tema che ci sta particolarmente a cuore. Quanto raccontato non è, purtroppo, un caso isolato. La confusione tra gli strumenti previsti dalla Legge 170/2010 per gli studenti con Dsa e quelli previsti dalla Legge 104 per la disabilità è un errore che continuiamo a riscontrare, e che rivela quanto sia ancora necessario un lavoro di formazione e informazione all’interno delle scuole. Il Piano Didattico Personalizzato non è un documento burocratico da compilare per adempiere a un obbligo: è lo strumento attraverso cui una scuola riconosce le caratteristiche di uno studente e si impegna a garantirgli pari opportunità di apprendimento e di dimostrare quanto sa, con gli strumenti compensativi e le misure dispensative più adeguati al singolo caso. È per questo che insistiamo, da anni, su due fronti che consideriamo inseparabili. Da un lato, la necessità che le famiglie e gli studenti conoscano i propri diritti fin dai primi segnali di difficoltà, senza aspettare che la situazione si aggravi: intervenire per tempo, con una diagnosi tempestiva e un Pdp costruito insieme alla scuola, fa una differenza enorme nel percorso scolastico e nel benessere personale di un ragazzo o di una ragazza. Dall’altro, l’altrettanto urgente necessità che anche i docenti e i dirigenti scolastici siano formati e aggiornati sulla normativa, perché la legge, da sola, non basta se chi la deve applicare non ne conosce fino in fondo il significato e la ratio. A tale riguardo, ci teniamo a precisare che abbiamo ottime collaborazioni con tante scuole del territorio, che ci chiedono corsi di formazione e che credono nella flessibilità della didattica personalizzata. Tuttavia, a nostro malgrado, ci troviamo anche ad accogliere famiglie che vivono situazioni come quella raccontata nella lettera. Come Associazione siamo a disposizione dei genitori, degli studenti e delle scuole con i nostri materiali informativi, i nostri sportelli e il supporto dei nostri referenti, per chiarire dubbi, orientarsi tra gli strumenti previsti dalla normativa e costruire, dove possibile, un dialogo costruttivo con le istituzioni scolastiche. Non sempre le difficoltà si risolvono facilmente, ma sappiamo per esperienza che una scuola informata e una famiglia consapevole dei propri diritti sono la migliore garanzia contro vicende come quella raccontata.

AID Brescia

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