Lettere al direttore

Omaggio in versi a Diaz e ai soldati del 1915-’18

In lunghe fila percorrere il fiume / dal sacro Ponte all’incerto Monte. / Orgoglio di uomini che hanno combattuto con fucili e cannoni, / hanno vissuto dove il fiume parlò del rispetto del sangue, / di più battaglioni, di una immensa armata ormai esangue. / Là dove il fiume sostenne l’assalto eroico dei fanti e delle nere penne. / Dove il fiume parlò di sofferenza, / quella di ogni giorno, impossibile farne senza. / E li vedi distesi tutt’attorno, / non ha importanza se sia notte oppure altro giorno. / Dai! In su! in su! ancora più in su! / Ma a rotoli giù torna / Errore tragico di quelli del comando Cadorna. / Ma un intero popolo ha gridato: / fermate gli altri, son qui alla porta, / ed ecco la nera penna che qui è risorta. / A fianco nuovi fratelli, sono giovani! / Sì sono giovani ma abbiam solo quelli. / No. Questi non sanno, ma loro non importa, / combattono testa a testa, chiudono gli occhi, / respinto l’ultimo assalto, dalla porta via! / Ed ecco che qualcuno se li riporta in alto / Lui che si chiama Diaz, genio di strategia. / Una nuova pagina di storia / Scolpita a fuoco in imperitura memoria. / Il coraggio e l’incoscienza che porta alla vittoria / Ricordate Fratelli: l’italica nostra terra / da altri violentata / con le nere penne e coi fanti / risorta e riportata… perenne… a monito di tanti.

Mario Domenico Gennari

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Commenti

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...