Lettere al direttore

Non penalizzate chi usa la moto con criterio

Sono motociclista da 50 anni e fortunatamente non ho mai avuto incidenti, forse anche perché ho sempre ponderato l’utilizzo della motocicletta nella sua pericolosità, in giovane età un po’ meno. Ovviamente anche 50 anni fa si facevano le coste ma non c’era quel traffico di oggi e le moto in circolazione non erano così numerose. Oggi si sentono tutti piloti professionisti e le curve sono da affrontare al massimo, ma bisogna fare i conti con gli altri utenti della strada. Altri utenti «automobilisti» che se andiamo a vedere causano incidenti e scontri mortali con motociclisti infrangendo le regole della viabilità, tipo inversioni improvvise del senso di marcia, deviazioni senza l’utilizzo del freccia, salto di corsia per utilizzo improprio del telefonino. In pratica il motociclista, per negligenza sua o altrui, è quello che ci rimette sempre. Da qui ad andare a chiudere un tratto di strada per risolvere il problema degli incidenti in moto ce ne vuole. Io che utilizzo la moto in modo ponderato, perché non dovrei utilizzare quel tratto di strada per andare in Valsabbia ma dovrei fare la Gardesana? Pago bollo e assicurazione come gli automobilisti, per cui ho diritto di transito. Anche se, dovendo essere sincero, percorro il tratto di strada delle Coste con timore restando sempre il più a destra possibile nella mia corsia di marcia, conoscendo il problema. Ci vorrebbero più controlli, i sistemi ci sono, basta utilizzarli al meglio, ma non certo chiudere il tratto stradale perché il problema si sposterebbe in altre zone, e poi? Chiudiamo anche quelle?

Mario Testa

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