Motoria alla scuola primaria: occorre una scelta educativa
Negli ultimi anni il dibattito sullo sport si è spesso concentrato sulle difficoltà delle grandi società professionistiche o sui risultati delle nostre nazionali. Dalle crisi che hanno interessato il calcio e il basket bresciano fino alla mancata qualificazione dell’Italia a due edizioni consecutive dei Mondiali di calcio, il confronto pubblico si è concentrato soprattutto sulle conseguenze, raramente sulle cause. Eppure il futuro dello sport italiano si costruisce molto prima degli stadi e dei palazzetti. Si costruisce nelle scuole. Per questo l’introduzione dell’insegnante specialista di educazione motoria nella scuola primaria rappresenta una delle innovazioni più importanti degli ultimi anni. Un percorso sostenuto dal Partito Democratico che, con la Legge n. 234 del 30 dicembre 2021, ha avviato l’ingresso graduale di docenti laureati in Scienze Motorie, dapprima nelle classi quinte e, dall’anno scolastico successivo, nelle classi quarte. È una scelta che interpreta pienamente lo spirito del decreto legislativo n. 36 del 28 febbraio 2021, che riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva. Un principio che trova nella scuola il luogo naturale in cui tradursi in un progetto educativo stabile e qualificato. L’educazione motoria non è una materia accessoria, né un semplice momento dedicato all’attività fisica. È parte integrante del percorso formativo di ogni bambina e di ogni bambino. Un insegnante laureato in Scienze Motorie non insegna soltanto esercizi o giochi. Attraverso il movimento educa alla conoscenza del proprio corpo, favorisce lo sviluppo cognitivo e relazionale, promuove corretti stili di vita, contrasta la sedentarietà, sviluppa autonomia e coordinazione, costruisce inclusione e trasmette valori fondamentali come il rispetto delle regole, la collaborazione, il senso di responsabilità e il valore dell’impegno. Si tratta di competenze essenziali per la crescita della persona, che richiedono una preparazione specifica e un approccio pedagogico qualificato. È una scelta che non serve a formare futuri campioni, ma cittadini più sani, consapevoli e preparati ad affrontare le sfide della vita. Per questo il percorso avviato non può fermarsi. È necessario completare rapidamente l’estensione dell’insegnamento specialistico dell’educazione motoria a tutte le classi della scuola primaria, affinché ogni alunno possa beneficiare delle stesse opportunità formative fin dai primi anni del proprio percorso scolastico. Ma insegnare educazione motoria significa anche garantire spazi adeguati in cui poterla svolgere. Troppi edifici scolastici, anche nella nostra provincia, non dispongono di palestre adeguate o sono costretti a utilizzare strutture non sempre idonee. Investire nell’educazione motoria significa quindi investire anche nell’edilizia scolastica, nella costruzione e riqualificazione delle palestre, nell’efficientamento energetico degli impianti e nella realizzazione di spazi sicuri, accessibili e fruibili anche oltre l’orario scolastico. La palestra scolastica non è soltanto un’infrastruttura. È un presidio educativo e sociale, un luogo in cui la scuola incontra la comunità, capace di ospitare attività sportive, associazioni e iniziative rivolte ai giovani e alle famiglie. Accanto alla scuola è fondamentale rafforzare la collaborazione con le società sportive del territorio attraverso veri Patti educativi per lo sport. Le associazioni dilettantistiche rappresentano una straordinaria rete educativa diffusa che, ogni giorno, affianca famiglie e scuola nella crescita delle nuove generazioni. Soprattutto nei piccoli Comuni e nelle aree interne, migliaia di dirigenti, allenatori e volontari svolgono una funzione educativa spesso silenziosa ma essenziale, offrendo ai ragazzi luoghi di aggregazione, esempi positivi e occasioni di crescita. Oggi serve un passo ulteriore. Chiediamo al Governo di completare con decisione il percorso avviato, stanziando le risorse necessarie per estendere gli insegnanti specialisti di educazione motoria a tutte le classi della scuola primaria e accompagnando questa scelta con un piano straordinario di investimenti nell’edilizia scolastica e nelle palestre, affinché ogni scuola possa disporre di spazi adeguati e ogni bambino possa esercitare concretamente il proprio diritto al movimento. Le risorse destinate all’educazione motoria non sono una spesa per lo sport: sono un investimento sulla scuola pubblica, sulla salute delle nuove generazioni e sulla qualità della nostra comunità. Per questo è necessario che il Governo faccia di questa scelta una priorità educativa, garantendo continuità al percorso avviato e mettendo a disposizione risorse certe e strutturali. Investire nell’educazione motoria significa investire nella salute, nella prevenzione, nell’inclusione e nella qualità della scuola pubblica. Significa riconoscere che il movimento è parte integrante dell’educazione e che una comunità che educa al benessere fin dall’infanzia costruisce cittadini più consapevoli, più autonomi e più responsabili. È da qui che passa una politica educativa moderna. Ed è da qui che il Paese deve ripartire.
Michele Zanardi
Segretario Provinciale Pd Brescia
Rosa Vitale
Vice Segretaria e Resp. Scuola Pd Brescia
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