Montini e quei consigli sui conti di Pio XI e Pio XII
Le attività di Giovanni Battista Montini all’interno della Segreteria di Stato e poi come sostituto, unitamente a Domenico Tardini dopo la morte del Segretario il cardinale Luigi Maglione avvenuta nel 1944, è ancora tutta da indagare. Un intervento, marginale, di Montini avviene nel 1944. La questione riguardava i conti correnti personali di Pio XI e di Pio XII. I conti in questione erano due: il primo in lire italiane appartenente a Pio XI, il secondo in dollari intestato a Pio XII, entrambi infruttiferi e amministrati dall’Amministrazione Speciale della Santa Sede. Mentre il conto di papa Ratti era in Italia, quello di papa Pacelli era presso la banca Morgan di New York. Al 1941, il conto in lire assommava a lit. 1.158.094,70, quello in dollari a $. 602.942,34. Nel 1944 la situazione è mutata: le lire sono diventate 802.000,35 e i dollari 556.061,75. L’11 ottobre dello stesso anno Bernardino Nogara, Delegato dell’Amministrazione Speciale della Santa Sede, scrive a Montini che riguardo al resto residuo del conto di Pio XI «A mio subordinato giudizio è opportuno consumare queste lire e si sarebbe grato di essere autorizzato ad erogare questa somma a favore della pubblicazione dell’Opera omnia del Prof. Giuseppe Toniolo». L’appunto, di pugno di Montini sulla stessa lettera, è di diverso avviso: «Sebbene sia nobilissimo lo scopo indicato, altri più urgenti costringono a dare a questo fondo altra destinazione che sarà indicata». Il 18 luglio 1945 giunge la risposta del Prefetto della Segreteria di Stato a Nogara: «L’Augusto Pontefice, pur ritenendo nobilissimo lo scopo indicato, da altri più urgenti si vede costretto a dare al detto fondo altra destinazione a favore di bisognosi che fanno appello alla sua Carità. La S.V. è pertanto autorizzata a depositare il saldo attivo sul conto "Vittime della guerra" presso l’Istituto per le Opere di Religione». L’opera di Giuseppe Toniolo in 20 volumi sarà pubblicata comunque dalla Tipografia Poliglotta Vaticana, poi Libreria Editrice Vaticana, dal 1947 al 1952.
Maurizio Pegrari
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