Lettere al direttore

Luoghi dove l’accessibilità resta una chimera

Alle ore 20.30 di venerdì 16 ottobre ha avuto luogo, presso la Sala delle Rose dell’Hotel Vittoria in Brescia, il dibattito dal titolo «Fine vita». Ho telefonato per chiedere il livello di accessibilità della sala. Mi è stato risposto che il locale era accessibile perché vi era in dotazione un montacarichi. In realtà, prima del montacarichi c’era un ascensore da cui si riusciva a fatica ad uscire e con quello si arrivava al secondo piano. Poi uno scivolo per superare due gradini, dopodiché si passava nei locali della cucina maleodoranti. Per fortuna il cameriere mi ha aiutato ad uscire dal budello dell’ascensore. Finalmente il montacarichi con cui si accedeva allo scivolo della cucina. Uno scivolo, ripido, rotto, sbrecciato. E poi tavoli, suppellettili, cartelloni, sedie. Mi sono sentita trattata male. Caro Hotel Vittoria, si trattano così le persone in carrozzina? Il ritorno a casa l’ho fatto con le lacrime negli occhi.

Tiziana Treccani

Calcinato

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