Lettere al direttore

L’istituto della Grazia e l’equilibrio di Mattarella

Mi permetta da cittadino di fare poche e semplici riflessioni sull’istituto della Grazia e sull’episodio del sig. Roggero. Se non erro per poter chiedere la Grazia al Presidente della Repubblica serve o il ravvedimento e la buona condotta del condannato durante l’esecuzione della pena, gravi motivi di salute o età avanzata, situazioni famigliari eccezionali. Sproporzione percepita fra pena residua e finalità rieducativa già raggiunta, lungo tempo trascorso dal fatto e mutamento della persona. Il sig. Roggero ha subìto tre gradi di processo che lo hanno dichiarato colpevole, ci sono delle immagini che con tutta la comprensione umana e lo stress per i precedenti vedono un inseguimento, e un uomo che spara, anche a chi è a terra, inoltre è appena entrato in carcere e oggi perdonatemi lo si vuole subito graziato? Io comprendo il timore, comprendo che il tema della sicurezza tocca tutti noi, che chi subisce rapine, subisce violenza, che ci vuole certezza della pena, ma attenzione a distruggere lo Stato di diritto per il diritto di chi grida più forte, e attenzione a creare la legittimazione all’uso della forza per noi cittadini. Mi aspetterei calma, riflessione, attenzione a creare pericolosi precedenti giuridici, alla delegittimazione di questi giudici che hanno applicato leggi scritte da chi oggi non se ne assume la responsabilità. Consiglio a chi ha ruoli di responsabilità politica e istituzionale, di rivedere il film «La Grazia» e di affidarsi anche questa volta a uno straordinario uomo delle istituzioni come il Presidente Mattarella, che conosce, sa e certamente pondera.

Massimo Cavagnini

Ospitaletto

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