Lettere al direttore

Lavori alla Metro. Problemi e disagi senza risarcimento

Scrivo per portare all’attenzione un problema che, per ben due mesi, coinvolgerà molti cittadini che ogni giorno utilizzano la metropolitana di Brescia per recarsi al lavoro. Se un disagio di pochi giorni può essere ragionevolmente accettato nell’interesse della collettività, diventa molto più difficile da sostenere quando si protrae per un periodo così lungo. A causa dei lavori in corso alla fermata Sanpolino, alcune fermate, più precisamente Sant’Eufemia Buffalora, Sanpolino, San Polo e San Polo Parco, sono state coperte da una linea di autobus sostitutiva (linea 20). Sebbene sia comprensibile e condivisibile la necessità di effettuare interventi di manutenzione e miglioramento dell’infrastruttura, la gestione di questa situazione sta creando notevoli difficoltà a chi dipende dal trasporto pubblico. Il servizio sostitutivo richiede infatti tempi di percorrenza molto più lunghi rispetto alla normale metropolitana: ai circa 20-25 minuti necessari per il tragitto in autobus si sommano quelli del successivo viaggio in metro, raddoppiando di fatto i tempi di spostamento. Per chi deve rispettare orari di lavoro rigidi, questo significa dover partire molto prima al mattino e rientrare molto più tardi la sera. A ciò si aggiunge un ulteriore problema: la frequenza inferiore delle corse porta inevitabilmente ad accumulare un numero elevato di passeggeri sugli autobus sostitutivi, che spesso arrivano già estremamente affollati alle ultime fermate del percorso. Quando possibile, per limitare i disagi ai cittadini, interventi di questo tipo vengono organizzati prevalentemente nelle ore notturne o prevedono soluzioni che riducano l’impatto sui pendolari. A peggiorare ulteriormente la situazione vi sono le condizioni di attesa del servizio sostitutivo. Nel mio caso, l’autobus del pomeriggio viene atteso intorno alle 16.30 sotto una pensilina praticamente priva di riparo dal sole. Di fronte a questa situazione mi sono informata sulla possibilità di sospendere temporaneamente l’abbonamento ai mezzi pubblici, dal momento che sarò costretta a utilizzare l’automobile per poter arivare puntualmente al lavoro. La risposta ricevuta è stata negativa. La domanda che mi pongo è semplice: è giusto che il costo e il peso di questi disagi ricadano interamente sui cittadini e sui lavoratori? Chi è costretto a cambiare mezzo di trasporto, sostenendo ulteriori spese e perdendo tempo prezioso, non dovrebbe avere almeno la possibilità di sospendere il proprio abbonamento o ricevere una forma di tutela, come ad esempio delle fasce orarie di funzionamento nelle ore più trafficate dagli utenti?

Lettera firmata

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