Lettere al direttore

Il prete incontrato nel caldo d’agosto. «Sempre sia lodato»

In un afoso pomeriggio dei primi di agosto mi trovavo nei pressi della Poliambulanza, il caldo era davvero infernale, quand’ecco che, alzando gli occhi, vidi a un centinaio di metri, provenire verso la mia direzione, una specie di palo nero. Ma non era un palo, si muoveva, e quando fu a pochi metri stesi la mano per salutarlo. Era un prete sui sessant’anni, magro, pallido, vestito tutto di nero. Gli dissi: «Mi compiaccio con lei, finalmente vedo un prete vestito da prete». Preso alla sprovvista, lì per lì non seppe cosa rispondermi, per cui gli chiesi se fosse lui il cappellano. Mi rispose di no, che era venuto a far visita ad un suo parrocchiano. Ci scambiammo qualche battuta e poi gli dissi: «Visto che oggi ho avuto fortuna, adesso la voglio aumentare dicendole una cosa che ormai non si sente più dire, che nessuno dice più». Mi guardò un po’ preoccupato e gli dissi: «Sia lodato Gesù Cristo». Lui si aprì in un ampio sorriso e con un lampo negli occhi mi disse: «Sempre sia lodato. È la cosa più bella che si possa dire». Mentre ci allontanavamo pensai che questo era successo nella città italiana che, secondo le statistiche, è la più imprecatrice d’Italia.

Giorgio Tonini

Leno

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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