I cassonetti e certe regole non troppo chiare
Scrivo per raccontare quanto accaduto a mia madre, 78 anni, nella serata di domenica, con la speranza che questa vicenda induca a riflettere non solo sul rispetto dovuto alle persone, ma anche sull’attenzione che la nostra città riserva alle periferie. Mia madre vive in una cascina di via Codignole, una zona che da tempo sembra dimenticata. Eppure proprio lì sorge l’isola ecologica cittadina. È difficile non notare lo stato di degrado dell’area: erbacce che invadono la carreggiata, vegetazione incolta, rifiuti abbandonati e la presenza di animali di ogni genere. A questo si aggiunge il frequente malfunzionamento degli unici cassonetti presenti nelle vicinanze, spesso fuori servizio o inutilizzabili. La sensazione, purtroppo, è che le periferie ricevano un’attenzione ben diversa rispetto al centro cittadino e ad altri quartieri. Vengo ai fatti. Intorno alle 18, mia madre, che ha difficoltà a deambulare, ha raggiunto in auto il cassonetto più vicino per conferire i rifiuti domestici. Trovandolo fuori servizio, si è spostata presso un altro contenitore in via Codignole, nelle vicinanze di un noto ristorante. Ha utilizzato regolarmente la propria tessera e ha conferito i rifiuti come qualsiasi cittadina rispettosa delle regole. Mentre stava terminando l’operazione, è stata prima investita da una violenta suonata di clacson e subito dopo avvicinata da un uomo che, con modi intimidatori, l’ha minacciata di denunciarla, sostenendo che quel cassonetto fosse riservato al ristorante e che lei non avesse alcun diritto di utilizzarlo. È facile immaginare lo spavento e l’umiliazione provati da una donna di 78 anni che, senza aver commesso alcuna irregolarità, si è vista aggredire verbalmente mentre stava semplicemente compiendo un gesto di senso civico. Appena informata dell’accaduto, ho contattato A2A per verificare la fondatezza di quanto sostenuto da quell’uomo. Non ho ancora ricevuto una risposta ufficiale dall’azienda, ma un dipendente mi ha confermato che tutti i cassonetti collocati sulla pubblica via e accessibili tramite la tessera in dotazione ai cittadini possono essere utilizzati da qualsiasi utente autorizzato e non sono riservati in via esclusiva ad alcuna attività commerciale. Non scrivo queste righe per alimentare polemiche. Vorrei semplicemente sapere se quanto affermato da quel signore corrisponda al vero. Se così non fosse, credo sarebbe doveroso riflettere sulla gravità di un comportamento che ha ingiustamente intimorito una persona anziana, colpevole soltanto di aver rispettato le regole.
Lettera firmata
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