Ho visto cacciatori di multe nascosti dietro gli alberi
Ho riflettuto molto circa la figura sinistra e balzana dell’ausiliario del traffico, che infesta di multe le città italiane. Pago ogni anno alcune multe, ammetto in tal senso la mia poca solerzia e spesso il troppo loro zelo, ma ragionate bene ora. Voi conoscete per sbaglio un essere umano (uno solo), che alla domanda «che lavoro fai?» ti abbia mai risposto, magari convintamente: «Sono un ausiliario del traffico!». De facto, io no, a me non è mai successo di conoscere personalmente un ausiliario del traffico. Noi non sappiamo chi siano, ignoriamo da dove vengano, li possiamo identificare in uno stealth, essi medesimi sfuggono alla più comune sensoristica umana e sono sconosciuti ai più, ma attenti: esistono. Si camuffano spesso dietro gli alberi degli stradoni, si muovono approfittando dei favori dell’ombra e colpiscono repentinamente: infido e subdolo il modus operandi, rapida l’esecuzione del loro compito. Lavorano con la precisione di un Frank Gehry, girando a passo lento e felpato, non vogliono farsi vedere, è evidente... Sono peraltro figure sottostimate, mentre loro tendono a sovrastimarsi. Tipo la verdura a km zero.
Roberto Giudice Faccioli
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