Grotte di Catullo, se l’accessibilità è ancora limitata
Sono la mamma di un ragazzo in sedia a rotelle e con tutta la famiglia abbiamo deciso di passare qualche giorno sul lago di Garda soggiornando a Sirmione. Abbiamo pensato di visitare la Grotta di Catullo, mio figlio ha la sedia con delle ruote da trekking belle grandi ed è un tipo che non si ferma davanti agli ostacoli ma, a tutto c’è un limite. Purtroppo abbiamo trovato il sito poco accessibile. Questo è quanto è accaduto. Io ho dovuto avvisare la gentile signora della biglietteria che stava arrivando una persona in sedia a rotelle per fare aprire la porta con la piccola rampa, ma ci sono persone con disabilità motoria che guidano l’auto, viaggiano, lavorano, la sedia è solo un dettaglio. Cosa avrebbe dovuto fare un quarantenne senza la mamma che viaggia da solo? Chiamare? «Ehilà signora, mi vede?». Per salire nella parte dell’uliveto e poter ammirare il panorama ed il sito dall’alto, nonostante mio figlio sia molto autonomo, ha dovuto piegarsi all’aiuto dei genitori che fortunatamente sono due bei muli forzuti. Abbiamo dovuto affrontare un dislivello non indifferente e nella parte pianeggiante degli ulivi, continuare a spingerlo. Per rendere il tutto più semplice sarebbe bastata una passerella di legno, di plastica di qualsiasi materiale facilmente integrabile con l’ambiente perché il brecciolino ed il terreno brullo non rendono facile il movimento della sedia. L’esperienza avrebbe potuto essere solo negativa se non fosse stato per la forza fisica di noi genitori e per la presenza del personale che si è messo a piena disposizione nei nostri confronti, consapevoli delle difficoltà che stavamo affrontando. Spero che questa lettera possa essere uno spunto di riflessione e veloce cambiamento per chi gestisce il sito se si pensa che Pompei, è ormai un sito accessibile anche alle disabilità motorie e non si parla certo di un uliveto con brecciolino e salitella da scalare. Le sedie a rotelle non si vedono dove manca l’accessibilità ma questo non vuol dire che non esistano persone di cultura che vogliano godere del bello anche stando in sedia a rotelle, in piena autonomia. Questa dovrebbe essere la normalità.
Sonia Gentile
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