Giusto prendere le multe, che fatica riuscire a pagarle
Prendere una multa, cosa vuoi che sia? Fa bene all’anima, ti sveglia dal torpore, è come uno schiaffo che ti fa sentire vivo. Ringrazio i vigili, una bella coppietta, maschio e femmina, che mi hanno bloccato all’imbocco della galleria, contestandomi, con 170 euro, di non aver dato la precedenza, ad un «lumacone», al semaforo di via Crocifissa di Rosa. Sono un tipo riflessivo, così dico a me stesso: «Mi sta bene! Così imparo!». Il problema nasce dal fatto che sono un pessimo scolaro. Ci casco sempre con le multe, e non merito perdono. Però quei due, mi stavano alle calcagna, avevo intravisto dallo specchietto, ancor prima del semaforo, le loro intenzioni bellicose. Ho tuttavia contestato, nel verbale, la scritta che diceva che «sono un pessimo autista». «Non è vero!», mi sono azzardato a precisare, «non ho mai fatto incidenti e pago volentieri le multe!». Così hanno cancellato l’infame dicitura. Il problema vero non sono le multe in se stesse, lo sa bene il lettore che, come me, paga volentieri le multe, ma la burocrazia per pagarle. Non c’è allegato il bollettino. Non sapendo che fare, da bravo ignorante, mi son recato a Rezzato, dove la Posta è aperta nel pomeriggio. Ma la Posta non fa questo servizio. Con lo sguardo mezzo torbido, l’impiegato mi ha suggerito di andare in via Donegani, al comando dei vigili. Ci sono andato, ma non ho trovato un posto dove parcheggiare la macchina. Mezzo disperato ho pregato che il figlio col computer (io odio il computer) risolvesse la cosa. Ce l’abbiamo fatta. Pagando subito, ho avuto lo sconto di 50 euro. Non scherzo se dico che provo gioia nel pagare le multe, soprattutto con lo sconto. Come ho già detto: «Così imparo!». Alla bella coppietta di vigili urbani, auguro un matrimonio felice e duraturo.
Adriano Mor
Brescia
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