Lettere al direttore

Giudizi sull’Islam non servono senza preparazione

Mi sia acconsentito intervenire sulla presenza di cittadini e cittadine di religione islamica in Italia. Bisogna partire da lontano: 4 marzo 1848 Statuto del Regno art. 1 «La religione Cattolica, Apostolica e Romana è la sola Religione dello Stato. Gli altri culti ora esistenti sono tollerati conformemente alle leggi». Questi culti erano quello ebraico presente dal 200 a.C. e quello Valdese coevi a San Francesco. Tutto cambiò con il Trattato di Pace firmato dall’Italia, paese sconfitto, il 10 febbraio 1947 dove l’Italia cessò di fatto di essere un Paese cattolico e fu costretta, ai sensi dell’articolo 15 di quel trattato, a inserire l’articolo 8 nella propria Costituzione. Apro un inciso. Invito Mimmo Franzinelli di commentare quel trattato da diverse prospettive: energetico, politica estera e difesa. Chiuso l’inciso. Da parte mia suggerisco a chi non ha letto il Corano di non esprimere giudizi sull’Islam. Limitiamoci, come cittadini italiani, a garantire i loro diritti civili, religiosi e rispettosi delle loro abitudini e tradizioni.

Francesco Zanatta

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